Gli agricoltori italiani arruolano le vespe samurai contro la cimice asiatica, la battaglia è già iniziata

I primi rilasci sono già cominciati a San Michele all’Adige. L’operazione è stata preparata nel dettaglio dal gruppo di lavoro della dalla Edmund Mach, una fondazione da molti anni in prima linea per affrontare l’emergenza

TiscaliNews

Le vespe samurai contro la cimice asiatica. I primi rilasci sono già cominciati a San Michele all’Adige. L’operazione è stata preparata nel dettaglio dal gruppo di lavoro della dalla Edmund Mach, una fondazione da molti anni in prima linea per affrontare l’emergenza. Il risultato è stato ottenuto grazie alla recente apertura normativa che consente l’uso dei parassitoidi. Per raggiungere l’equilibrio ci vorranno anni, ma “chi ben comincia è già a metà dell’opera”, dice il proverbio.

La lotta biologica

Per rendere operativa la lotta biologica, è stato programmato il rilascio di migliaia di femmine di vespa samurai, ovvero 100 femmine per ogni sito, che saranno immesse nell’ambiente naturale per tre volte a distanza di 20 giorni l’una dall’altra. Sono alcune decine i siti interessati, distribuiti su tutto il territorio provinciale e collocati in prossimità delle principali aree frutticole in cui è stata riscontrata una elevata densità di popolazione della cimice. L’attività di rilascio durerà un paio di mesi e si inserisce nell’ambito dello specifico progetto per la lotta biologica SWAT, finanziato dalla Provincia autonoma di Trento.

Parassitizza le uova

Il progetto conta sull’importante collaborazione del CREA, coordinatore del programma di lotta biologica a livello nazionale, che ha fornito a FEM il primo nucleo del parassitoide Trissolcus japonicus specializzato nel parassitizzare le uova di cimice perché venisse allevato e moltiplicato nelle strutture di quarantena della FEM.  Gli ambienti identificati sono aree caratterizzate dalla presenza di colture agrarie (frutteti), margini boschivi e a ridotto input chimico che permetteranno alla specie antagonista di insediarsi nel territorio.

I punti di rilascio

I punti sono stati distribuiti in tutte le zone a maggior presenza della cimice asiatica, cercando di garantire rilasci in Piana Rotaliana, Val di Non, Val di Cembra, Val d’Adige, Valsugana, Vallagarina, Alto Garda e Valle Laghi. “I lanci verranno effettuati in concomitanza con il picco della deposizione delle uova da parte della cimice asiatica quindi nei mesi di giugno-luglio in modo da massimizzare il successo dell’operazione” hanno spiegato con un comunicato i ricercatori e tecnici della FEM, i quali assicurano che la vespina, che si riproduce a spese del suo ospite deponendo le uova all'interno delle uova della cimice asiatica, è innocua per l'uomo e per gli altri organismi. 

L’allevamento della vespina

Per allevare la vespina è stato necessario raccogliere migliaia di esemplari di cimice asiatica e grazie alla collaborazione della cittadinanza il piano di raccolta ha portato a circa 20 mila esemplari. Monitoraggi sul territorio provinciale, dalle prime segnalazioni nel 2017 in singoli frutteti, nel 2018 e ancor più nel 2019 la cimice si è diffusa nel territorio provinciale interessando dapprima l’asta dell’Adige, il fondovalle della Val del Sarca e la zona di Denno in bassa val di Non e progressivamente anche la Valsugana e la Val di Non fino a 5-600 m di quota, causando ingenti danni prevalentemente su melo, olivo e actinidia. Nel 2019 l’insetto è stato trovato anche su ciliegio.

Monitoraggio capillare

Per il suo contenimento è indispensabile innanzitutto attuare un monitoraggio capillare della presenza e diffusione: oltre 20 tecnici FEM sono impegnati fin dal 2017 nel continuo controllo sia nei frutteti che negli ambienti limitrofi di primo sviluppo, quali boschi e siepi. Oltre ai 25 punti ufficiali di monitoraggio collocati in posti sensibili e visitati periodicamente per conoscere l’andamento stagionale, tramite controllo di trappole, osservazioni visive e battiture. La valutazione del danno nel 2019 è stata effettuata su 600 frutteti campione nel periodo estivo e di preraccolta. La difesa delle colture dall’insetto è resa difficoltosa per la sua elevata mobilità, per la scarsa efficacia dei prodotti fitosanitari disponibili e per le continue re-infestazioni provenienti dagli ambienti circostanti al frutteto dove sono presenti numerose piante ospiti selvatiche. Per questo è fondamentale il costante rapporto dei tecnici con agricoltori e i loro rappresentanti, attraverso numerosi incontri tecnici, avvisi e comunicati specifici e diversificati per ogni zona. 

Agricoltori compatti

Il settore agricolo è compatto nel gestire l'emergenza. Per fornire ai cittadini informazioni precise e aggiornate sugli sviluppi della lotta biologica in provincia di Trento nei confronti della cimice e di altre specie aliene invasive tramite rilasci della vespina samurai ed altri antagonisti esotici è stato creato un sito web dedicato (lottabiologica.fmach.it) dove viene illustrata l’iniziativa di citizen science BugMap per il monitoraggio degli insetti alieni nella provincia di Trento e una specifica area sul sito FEM “Cittadini per la scienza” incluso un volantino illustrativo.

Il primo lancio

Al primo lancio erano presenti l’assessore provinciale all’agricoltura, Giulia Zanotelli, il presidente Mirco Franco Maria Cattani, il direttore generale, Mario Del Grosso Destreri, il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Claudio Ioriatti, oltre ai ricercatori e tecnici coinvolti nel gruppo di lavoro. In parallelo l'attenzione è posta anche sulla lotta alla Drosophila suzukii, dei cui progressi la Fem ha dato evidenza negli scorsi giorni. Fem, mondo agricolo e Provincia continuano a dialogare insieme perché i possano dare risposte concrete alle aziende agricole trentine”.