Pulizia condizionatori: cosa non deve mai mancare per una sanificazione completa

Prima dell’uso un impianto deve essere sottoposto a una profonda sanificazione. Non farlo significherebbe esporsi ad una moltitudine di pericolo per la nostra salute

Pulizia condizionatori: cosa non deve mai mancare per una sanificazione completa
di R.Z.
La stagione calda è ormai arrivata. Le temperature si fanno di giorno in giorno più alte, creando non soltanto disagio ma anche conseguenze per i soggetti più fragili. Ciò che possiamo fare per scongiurare pericolosi colpi di calore è cercare di rimanere in casa durante le ore più calde della giornata, e quando si deve obbligatoriamente uscire, evitare per quanto possibile le zone soleggiate. In ogni caso è fondamentale mantenere la pelle e il corpo costantemente idratato. Per quanto riguarda la permanenza in casa, benché la maggior parte delle famiglie disponga oggi di un impianto di climatizzazione, è bene effettuare tutti i controlli su tutti i dispositivi installati. L’utilizzo di un climatizzatore, senza una corretta manutenzione, può rappresentare un vero e proprio pericolo per la nostra salute. Almeno una volta l’anno l’impianto deve esser sottoposto ad una profonda (e corretta) sanificazione, così da disinfettarne ogni parte e ottenere una ottimale purificazione dell’aria.
 
Le operazioni di manutenzione, qualora non vi sentiste in grado di farle autonomamente, è bene farle fare ad una società specializzata. L’operazione, dal costo accessibile, vi consentirà di prolungare la longevità dell’impianto e di migliorarne persino i consumi. Un condizionatore sporco infatti funziona in maniera meno efficiente e, di conseguenza, ha un più alto consumo energetico dovuto al fatto che, per raggiungere le temperature desiderate, dovrà restare acceso più tempo: e questo porterebbe in fine al rischio malfunzionamento…
 
 
Operazioni di pulizia
 
La prima cosa da fare se si è deciso di fare in autonomia è “scollegare l’alimentazione elettrica”. Procedere in modo diverso esporrebbe a innumerevoli rischi, primo fra tutti (ma non solo) quello di restare folgorati. Staccata la spina (o l’interruttore generale dal quadro elettrico) si dovrà individuare il sistema di apertura del climatizzatore. Benché apparentemente simili tra loro, ogni modello ha le sue caratteristiche, pertanto sarà opportuno consultare il manuale dell’apparecchio, alla sezione “manutenzione”.
 
Aprite il coperchio dello split e, dopo aver individuato la posizione dei filtri, procedere con la loro rimozione. Questi potranno esser puliti con dell’acqua e uno sgrassatore. Dopo averli puliti è consigliabile asciugarli con un panno morbido o, in alterativa, metterli all’aria aperta, dando attenzione a non esporli alla luce diretta dei raggi solari. Nel frattempo che aspettate pulite accuratamente anche il corpo del climatizzatore. Anche in questo caso saranno sufficienti dell’acqua, una spugna per rimuovere la sporcizia dalle fessure e dai bocchettoni, e un panno in microfibra per asciugare il tutto.
 
 
Ci sono ancora delle parti da pulire, ma vi avvisiamo che l’operazione potrebbe esser più ostica del previsto. Per rendere il climatizzatore di nuovo efficiente è necessario pulire accuratamente anche il blocco metallico alettato e, se necessario perché datato, il motore... ma andiamo per gradi:
 
- Il blocco metallico alettato si chiama evaporatore. Per pulirlo dalla polvere si consiglia di usare una schiuma igienizzante specifica per condizionatori. Questa, una volta spruzzata, andrà lasciata agire per qualche minuto e soltanto dopo rimossa con un panno bagnato: l’umidità in eccesso dovrebbe confluire automaticamente nello scarico della condensa.
 
- La pulizia del motore non va fatta ogni anno ma soltanto quando ci si rende conto che lo stesso risulta essere intasato dalla polvere. L’operazione, molto complessa e rischiosa, è vivamente sconsigliata. Qualora vi accorgeste di avere questa necessità contattate un professionista, chiedendo un preventivo prima di confermare il lavoro di manutenzione.
 
Ultimate le operazioni di pulizia non vi resterà altro che rimontare filtri e coperchi. Soltanto una volta chiuso sarà possibile ripristinare l’alimentazione elettrica e verificare il funzionamento dell’impianto.
 
Il climatizzatore, ancor più se si tratta di un modello installato da più anni, potrebbe richiedere un’ulteriore verifica e, nello specifico, sulle tubazioni esterne. Inutile dire che, anche in questo caso, l’intervento va portato a termine da un professionista. Qualora infatti le tubazioni dovessero esser rovinate andrebbero completamente sostituite. Benché siano pochi a farlo, e ancor meno numerosi siano gli installatori che informano i propri clienti di questo aspetto, durante i mesi freddi l’apparecchio esterno andrebbe coperto con un telo specifico in grado di proteggerlo dagli agenti atmosferici.