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Cani e gatti sono killer spietati, nelle grandi città nasce il ratting: aperta la caccia a topi e roditori

Nelle città statunitensi le popolazioni dei roditori crescono a ritmi ormai incontrollati. Per contrastarne la diffusione si devono trovare soluzioni efficaci ma sostenibili. Nascono così delle nuove figure professionali che, al pari dei cacciatori, ma senza l’uso di armi, portano a spasso i propri animali domestici che fanno il lavoro sporco

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Foto Shutterstock
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A Washington la popolazione di ratti, in rapida crescita, si aggira nei vicoli dietro i ristoranti, i bar e i club, banchettando con gli avanzi gettati nella spazzatura. L'allegria dei roditori si interrompe rapidamente in un turbinio di latrati, corse e attacchi. E anche sangue. È il risultato di una caccia che coinvolge una dozzina di uomini e i loro segugi in una spedizione settimanale denominata "ratting". Letteralmente, caccia al topo. Il Distretto di Columbia è da molto tempi nella top 5 delle città più infestate d'America, un problema aggravato dal lento riscaldamento degli inverni, sempre meno rigidi, dall'aumento della popolazione residente e dall'aumento delle aree di ristoro all'aperto rese permanenti dopo la pandemia di Covid.

Cani e gatti a caccia nei vicoli della città

Secondo i media locali, nel 2022 sono state effettuate quasi 13.400 chiamate a una hotline cittadina per problemi di ratti, con un aumento di circa 2.000 rispetto all'anno precedente. Per questo gli abitanti di molti centri abitati hanno deciso di ribellarsi. Bassotti, terrier e segugi di varie specie e incroci sfrecciano sotto i cassonetti all'inseguimento della loro preda. L'operazione non lesina violenza con i ratti costretti a scappare per non venire morsi e uccisi. Come i loro cani, anche gli uomini appartengono a diverse estrazioni sociali e hanno età differenti. Alcuni provengono dalla città o dai suoi sobborghi, mentre altri hanno viaggiato dagli Stati limitrofi, dopo essersi messi in contatto con altri appassionati di 'caccia al ratto' attraverso i gruppi creati nei social media.

Le varie testimonianze

Bomani Mtume, un agente di polizia in pensione di 60 anni accompagnato da Barto, il suo cane della stessa razza di Toto del "Mago di Oz", si è unito al gruppo a marzo. "Quando abbiamo iniziato a cacciare, non correvano nemmeno, guardavano solo i cani", ha detto all'AFP parlando dei ratti, spiegando la predazione che da allora li ha resi più schivi. "Anche i cani che non si conoscono iniziano a lavorare insieme, è una cosa bellissima".

Teddy Moritz, 75 anni, soprannominata "Nonna Morte", è una specie di leggenda nella comunità dei cani da caccia e ha portato con sé il figlio e il nipote adolescente dal Delaware. "È un buon modo per controllare organicamente i ratti", dice, spiegando che il veleno per topi impiega diversi giorni per sterminare i parassiti, mentre i cani spezzano rapidamente la spina dorsale, impedendo loro di sentire alcunché. "Primitivo ma efficace", aggiunge.

Arzilla e piena di resistenza, Moritz batte i piedi su un cassonetto per reindirizzare un topo in fuga verso il branco di cani. Allevatrice di lunga data, ha contribuito a creare una stirpe di bassotti che si uniscono ai falchi per cacciare i conigli e che ora vengono utilizzati per la caccia ai ratti. Nel corso di appena tre ore, una squadra può accumulare più di 30 uccisioni, prima di smaltirle nei bidoni della spazzatura.

L'esperto di roditori, Bobby Corrigan ha spiegato all'agenzia che, sebbene ci siano ancora pochi dati scientifici che convalidino l'efficacia del 'ratting', tali pratiche risalgono a centinaia di anni fa, quando i cani venivano addestrati per il controllo dei parassiti nelle fattorie. "Non c'è dubbio: in questi giorni i cani stanno tornando a essere utilizzati come strumento di controllo dei ratti". E la domanda è in aumento.

Inoltre, ha detto Corrigan, è stato dimostrato che il veleno danneggia specie come falchi e gufi, mentre le trappole a scatto possono impiegare giorni per uccidere i ratti, rendendo la caccia l'opzione più umana.

L'uso dei gatti

I cani non sono gli unici cacciatori che affrontano il problema dei roditori in città. Come da tradizione secolare ci sono anche i gatti, che predano soprattutto i topi di piccole dimensioni.  Lisa LaFontaine, presidente della Human Rescue Alliance, ha dichiarato all'AFP che la sua organizzazione ha avviato il programma "Blue Collar Cats" che mira a individuare la popolazione felina selvatica della città, abbinando già 400 randagi a imprese locali. "Abbiamo concepito questo programma come un modo per dare ai gatti la vita che hanno sempre avuto, ma in modo che avessero tutti i vaccini necessari", ha detto. Gli animali ricevono così un riparo, una fonte di cibo affidabile e vengono sterilizzati per evitare l'accoppiamento.

A venti minuti dalla città, nella cittadina di Alexandria, la gatta Rue ha aiutato a tenere a bada i topi che un tempo saccheggiavano i sacchi di becchime e fertilizzante del centro di giardinaggio Greenstreet Growers. "Uccide alcuni topi, ma è anche un deterrente", spiega Tim Williams, direttore delle operazioni, che stima che le perdite dell'azienda si siano ridotte al 10% di quelle di un tempo.  Rue è considerata una dipendente modello e ha un seguito su Instagram dove viene immortalata in molti momenti della giornata.

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