Le piante in camera da letto rubano ossigeno? È un falso mito. Ecco quali sono le più adatte

“Le piante che si possono posizionare in camera da letto sono quelle da appartamento di taglia piccola, il cui rilascio di anidride carbonica durante la notte è minimo, ma bisogna tener presente che anche queste specie vegetali dormono e tutte sono influenzate dalla luce"

Le piante in camera da letto rubano ossigeno? È un falso mito. Ecco quali sono le più adatte

Le piante non si mettono in camera da letto perché rubano ossigeno. Questa credenza è un falso mito, sia perché il quantitativo di anidride carbonica che immettono è talmente trascurabile da essere irrilevante sia perché alcune specie producono ossigeno.

Come inverdire al meglio questa stanza della casa dove la natura spesso è assente? “Le piante che si possono posizionare in camera da letto sono quelle da appartamento di taglia piccola, il cui rilascio di anidride carbonica durante la notte è minimo, ma bisogna tener presente che anche queste specie vegetali dormono e tutte sono influenzate dalla luce. Tra le più indicate spiccano lo Spathiphyllum, la Sansevieria e la Dracaena”, commenta Antimo Palumbo, storico degli alberi.

Lo Spathiphyllum, noto come giglio della pace, ha foglie lucide di colore verde scuro brillante e produce particolari infiorescenze caratterizzate da una lunga spata bianca, arrotolata attorno a una pannocchia di fiori bianchi che resistono parecchie settimane. All’eleganza delle forme si aggiunge la capacità di catturare comuni composti organici volatili (benzene, formaldeide, tricloroetilene) e quindi depurare l’aria circostante.

La Sansevieria è origini asiatiche e da noi è conosciuta anche col nome di “lingua di suocera” nella sua varietà più diffusa, cioè la trifasciata. Le foglie sono lunghe e carnose, con venature verde chiaro, mentre i fiori sono di colore bianco tendente al verde che si sviluppano lungo delle spighe ed emanano un tenue profumo davvero piacevole.

La Dracaena è un’altra pianta che si presta a essere coltivata in ambienti domestici, al chiuso e in vaso, come nella camera da letto, purché posta in una zona ben illuminata di giorno. Ne esistono molte varietà a foglia verde o con differenti variegature, bianche rosse o verdi che rendono sempre elegante e raffinata. Se in casa ci sono fumatori la Dracaena marginata è la scelta migliore perché contribuisce a purificare l’aria dal fumo di sigaretta.

A chi piace la semplicità l’edera comune è da prendere in considerazione. Facile da coltivare, può crescere anche in ambienti con poca luce ed è efficace nell’assorbire la formaldeide nell’aria e a ridurre le spore di muffa, migliorando la qualità del sonno di coloro che soffrono di allergie e asma.

Altra pianta adatta a questo spazio della casa è l’Aloe vera, pianta succulenta dalle foglie carnose che hanno la proprietà sia di rimuove tracce di inquinanti, quali formaldeide, ammoniaca, xilene e tuolene sia di curare fenomeni di irritazione cutanea se si spalma il gel contenuto all’interno.

Nella camera da letto può trovare spazio anche la Maranta, erbacea sempreverde a portamento cespuglioso, decorativa, facile da coltivare e con le foglie che di varie tonalità di verde e ricoperte da sfumature più scure o più chiare. La Maranta non tollera il sole diretto, ma richiede una luce diffusa e non eccessiva, infatti troppa luminosità provoca lo scolorimento delle foglie.

Piante in camera da letto e Feng Shui

Oltre ai gusti personali e alla necessità di luminosità delle piante, a orientare la scelta potrebbero essere utili i dettami del Feng Shui, antica disciplina cinese che studia la profonda relazione bidirezionale uomo-ambiente.
Le piante che decidiamo di tenere in casa dovranno sempre essere ben tenute, rigogliose, sane e curate. Questo accorgimento farà sì che l’input che riceveremo sarà collegato all’informazione generale di benessere, ricchezza e prosperità. Per quanto riguarda la camera da letto, il Feng Shui sconsiglia quelle piante di grandi dimensioni e ingombranti a favore di quelle piccole. La tipologia di pianta da collocarsi dipende poi da quale informazione energetica abbiamo necessità di inserire in questo ambiente e varia perciò da caso in caso”, osserva Luca Maria Lavezzi, ingegnere e operatore olistico specializzato in Feng Shui.