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Cura artriti e anche tumori: il miele "miracoloso" prodotto dalle api senza pungiglione

Contiene sostanze chimiche che inibiscono la proliferazione microbica e fungina. Le popolazioni locali usano questo miele medicamentoso per trattare infezioni delle vie respiratorie superiori, malattie della pelle, problemi gastrointestinali e per combattere diabete e cancro. Al momento non esistono ricerche scientifiche, ma diversi studi in fase preliminare

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Foto Shutterstock
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Le api sono degli insetti straordinari. Sempre più minacciate dai cambiamenti climatici, e forse ancor più dalle attività dell’uomo, sono probabilmente la specie più importante tra quelle specializzate nell’impollinazione delle piante. Ma di api ne esistono tantissime specie. Quella di cui vi parleremo oggi è molto diversa da quella europea, sia per i colori ma anche per le dimensioni, per l’assenza del pungiglione e per la capacità di produrre un miele medicinale che tanti definiscono “miracoloso”. Questa specialissima ape, detta ape senza pungiglione (Meliponini) vive nell’Amazzonia peruviana, e risulta molto apprezzata dagli apicoltori locali.

Sono diverse dalle api europee

Diversissimi i colori tra i vari individui, che possono essere dorati, giallo dente di leone, color cannella o anche onice. Anche gli occhi possono esser diversi. Ci sono api dagli occhi neri, altre con gli occhi grigi ardesia e persino quelle con variante verde-bluastro. Possono essere inoltre piccolissime, poco più grandi di una lenticchia, o grandi quanto le api europee. Le specie note, ma si ipotizza siano molte di più, sono 175 e tutte sono caratterizzate dall’esser prive di un pungiglione e dall’esser capaci di produrre un miele medicamentoso che alcuni non esitano a definire “miracoloso”. “Le api senza pungiglione - commenta Rosa Vásquez Espinoza, biochimica e National Geographic Explorer - stanno riportando la vita in Amazzonia”. Il miele prodotto risulta esser tanto speciale da esser diventato una fonte di reddito importante.

Producono un miele "miracoloso"

Il miele delle api senza pungiglione contiene sostanze chimiche che inibiscono la proliferazione microbica e fungina: un adattamento evolutivo che consente al nettare di non deteriorarsi nelle zone tropicali. Le popolazioni locali usano questi mieli medicamentosi - come anche le cere - per trattare infezioni delle vie respiratorie superiori (anche il Covid), malattie della pelle, problemi gastrointestinali e anche per curare il diabete e il cancro. Al momento, va precisato, non esistono ricerche scientifiche capaci di confutare tali principi, ma ci sono diversi studi in fase preliminare. “Usiamo il miele come alimento e come medicina - commenta Heriberto Vela Córdova, un apicoltore statunitense trasferitosi in Perù -. Lo usiamo nel caffè e sul pane; come medicina per trattare bronchite, polmonite, ustioni, tagli, raffreddore e persino l’artrite”.

Non pungono, ma mordono

“Le api senza pungiglione – spiega un allevatore locale - sono più facili da allevare, sono più docili perché non pungono e il loro miele è di migliore qualità, date le sue proprietà curative. Inoltre costruiscono il favo con la cera che loro stesse producono e con la resina che estraggono dagli alberi, e alcune resine sono note per avere proprietà benefiche, come quella dell’albero chiamato ‘sangue di drago’”, impiegata per curare rapidamente le ferite. Le api senza pungiglione, nonostante prive della temibile arma, e dunque meno pericolose da allevare rispetto alle api mellifere, sono insetti tranquilli che in caso di necessità sanno comunque come difendere la propria casa e la propria regina. Queste api non pungono ma possono attaccare gli invasori infliggendo morsi decisamente dolorosi.

Preziose alleate degli agricoltori

Rispetto alle api europee risultano esser più esigenti in merito alla selezione delle piante che impollinano, ma offrono agli agricoltori che hanno la fortuna di lavorare accanto ai favi produzioni agricole molto più generose. Secondo uno studio risalente al 2020 le api senza pungiglione, ad esempio, possono far aumentare del 50 per cento la resa del camu-camu.

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