Nella periferia di una grande città italiana oltre 100 alberi da frutto a disposizione dei pensionati

Possono coglierne i frutti grazie ad un progetto che aiuta l’ambiente e sostiene il reddito delle famiglie più bisognose. Il progetto è stato avviato una decina di anni fa

Foto Shutterstock
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TiscaliNews

Ciliegi, nespoli, mandorli, melograni, prugni, ulivi e tante altre tipologie di alberi trapiantati da un’amministrazione lungimirante, quasi 10 anni fa, che oggi producono frutti che possono esser raccolti dalle famiglie più bisognose della cittadina. E’ quanto avviene a Buccinasco, cittadina alle porte di Milano che vanta circa 26mila abitanti. "Nel 2012 l'amministrazione nella quale ero vicesindaco ha preso una svolta ecologica - racconta Rino Pruiti, sindaco rieletto per la seconda volta pochi giorni fa - scommettendo sulla piantumazione di alberi da frutto e sul recupero e la cura di quelli già esistenti. Ci abbiamo ragionato su in una prospettiva di migliorare l'ecosistema cercando di diversificare l'habitat e di renderlo appetibile anche per le api".

Gli alberi, in alcuni casi alti fino a 6 metri, sono carichi di frutta e sono a disposizione degli abitanti. “Tutti possono cogliere liberamente i frutti, anzi così ci aiutano nella manutenzione. I melograni di piazza Cavalieri di Vittorio, per esempio, sono delle bombe, se dovessero cadere in testa a qualcuno farebbero male. Meglio mangiarli. E quando i frutti marciscono si spiaccicano al suolo”. Quindi, ben venga chi allunga le mani verso l'albero dai fiori vermigli. “È tutta frutta biologica - precisa Pruiti -. Le piante non ricevono nessun trattamento, quello che si coglie è quello che madre natura offre”. C'è chi considera un giro in città una sorta di spesa dal fruttivendolo: “Sono soprattutto i pensionati che vanno in giro in bicicletta, si fermano e raccolgono. Più chilometro zero di così”.

Buccinasco, macchiato e ferito nei decenni dall’operato della ’Ndrangheta e dalla presenza del clan Barbaro-Papalia, tenta dunque di recuperare un’immagine pulita che gli spetta di diritto, e anche se di questi tempi l’acqua è una risorsa preziosa - e cento alberi richiedono tant’acqua, ancor più con la siccità che sta affliggendo il Paese – il Comune tenta di mostrare il suo pollice verde, invitando altri centri a fare lo stesso.