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Addio plastica, sviluppata l’alternativa ecosostenibile che può essere riciclata infinite volte

La nuova bioplastica, costituita per l’80 per cento di materiale biologico, può esser scomposta nei suoi blocchi costitutivi e plasmata in nuovi prodotti senza alcuna perdita di qualità

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Colorata, leggera e resistente. La plastica, nonostante a partire dagli anni ’50 abbia rivoluzionato il modo di vivere di miliardi di persone, rappresenta oggi una vera e propria minaccia per l’ambiente. Il problema risiede nella sua gestione, soprattutto a fine vita, quando la si dovrebbe riciclare. A fronte di una produzione in costante crescita, lo smaltimento dei rifiuti plastici è infatti altamente inefficiente, con tassi di riciclo inferiori al 10 per cento a livello globale. Ogni anno entrano nell’ambiente marino, come anche in quello terrestre, fino a 22 milioni di tonnellate di rifiuti plastici (specialmente monouso). Una soluzione al problema sembra l’abbiano trovata però i ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory. Gli scienziati hanno infatti annunciato di aver sviluppato una bioplastica riciclabile all’infinito.

Il materiale si chiama “poli-diketoenamina” (PDK) e può esser ripetutamente scomposto nei suoi blocchi costitutivi, per poi esser plasmato in nuovi prodotti. Stando a quanto pubblicato sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica Nature, il nuovo materiale non sarebbe affetto da alcun tipo di perdita di qualità. Alla base della bioplastica l’attività di batteri specializzati, come l’Escherichia coli che, trasformando gli zuccheri di alcune piante, hanno dato vita al PDK.

Grazie al poli-diketoenamina sarà possibile realizzare normali cavi, ma anche materiali da costruzione e materiali termoindurenti. Questi, nello specifico, si candidano a sostituire la normale plastica derivata dal petrolio. “Questa è la prima volta che dei bioprodotti sono stati integrati per creare un PDK prevalentemente a base biologica - ha spiegato Brett Helms, uno dei ricercatori impegnati nello sviluppo della nuova plastica -. Ed è la prima volta che si vede un vantaggio del metodo biologico rispetto all’utilizzo di prodotti petrolchimici, sia per quanto riguarda le proprietà del materiale che il costo di produzione su larga scala”.

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