Con i cambiamenti climatici sulle nostre tavole ci sarà meno cibo, ma l’albero del pane ci salverà

L'aumento delle temperature globali porteranno ad una significativa riduzione dei raccolti di grano, orzo e riso

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TiscaliNews

I cambiamenti climatici sono ormai drammaticamente evidenti, ma sono ancora pochi i governi che hanno avviato delle strategie capaci di contrastarli o, perlomeno, contenerli. Nei prossimi anni, concordano gli scienziati, la situazione si aggraverà, mettendo l’umanità di fronte a scelte difficili. Uno degli effetti attesi, dovuto all’innalzamento delle temperature, è la significativa riduzione dei raccolti tradizionali. Le produzioni di grano, orzo e riso, come anche altri preziosi cereali, potrebbero crollare, fino anche a scomparire del tutto. Non un problema da poco, visto che tali colture sono alla base della nostra alimentazione… E forse per questo tanti gruppi di ricerca stanno studiando possibili alternative a questi cibi. Un’equipe di scienziati della Northwestern University avrebbe individuato quello che ritiene possa diventare il cibo del futuro. Secondo gli esperti l’albero del pane, nome scientifico Artocarpus altilis, potrebbe rimpiazzare molte delle produzioni cerealicole.

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Benché quest’albero sia noto, ma pressoché assente in Italia, il suo inserimento potrebbe esser sostenibile. Particolarmente diffuso nelle regioni tropicali si adatta facilmente ad altri climi. I frutti, che l’autrice dello studio, la dottoressa Lucy Yang, paragona alle nostre patate, sono molto nutrienti e possono esser utilizzati in infinità di ricette. La cosa più interessante, evidenziano però i ricercatori, è che li si può trasformare in farina. Il team dell’università americana ha cercato di capire dove in futuro sarà possibile godere della generosità dell’albero del pane. Per cominciare gli esperti hanno cercato di identificare le condizioni climatiche ideali per la crescita della pianta, confrontando poi i dati con i modelli climatici che verranno a crearsi tra il 2060 e il 2080. Naturalmente i modelli rappresentano soltanto delle probabilità che si verificheranno, o non verificheranno, a seconda delle capacità dei governi di intervenire sulle emissioni di CO2.

In ogni caso i risultati sembrano esser incoraggianti. La pianta del pane sarebbe in grado di produrre tanto cibo da poter rimpiazzare le produzioni di cereali. E questo avverrebbe anche nel caso in cui l’uomo non fosse capace di trovare le soluzioni ai problemi di inquinamento. Con elevate concentrazioni di CO2 nell’atmosfera, infatti, gli alberi del pane subirebbero un rimpicciolimento minimo, del 4 per cento appena, incapace però di intaccare le produzioni. L’Artocarpus altilis sembra in grado di vivere e prosperare praticamente ovunque, con eccezione delle aree fredde del Pianeta. In Africa, dove la specie risulta quasi del tutto assente, troverebbe il suo habitat ideale e potrebbe offrire a milioni di persone sostegno alimentare e rinascita economica.