L’inferno in terra delle volpi scuoiate vive per la loro pelliccia

Gli animali vengono prima percosse, fino a quando non perdono i sensi, e poi scuoiate. Molte si risvegliano con atroci dolori che anticipano la cruente morte: una autentica scena dall’inferno

L’inferno in terra delle volpi scuoiate vive per la loro pelliccia
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Migliaia di volpi e procioni, tutti morti e ammucchiati. Le riprese strazianti fatte all’interno di una fattoria di pellicce in Asia rivelano ancora una volta un’agghiacciante realtà: animali picchiati con barre di metallo, molti scuoiati vivi, in quella che è una autentica scena dall’inferno.

A rivelare la fabbrica degli orrori sono immagini e riprese aeree catturate dalla Humane Society International: volpi morte gettate a decine in fosse dopo essere state massacrate e scuoiate per loro pelliccia, sofferenze immani per procioni rannicchiati su loro stessi. L’inchiesta è stata condotta per conto di HSI del Regno Unito, che porta avanti la campagna #FurFreeBritain per arrivare al divieto di vendita di pellicce: il Regno Unito ha infatti vietato l’allevamento di pellicce nel 2003, ma consente comunque di importare decine di milioni di chili di pelliccia ogni anno dalle aziende estere.

Per questa indagine, i ricercatori di HSI hanno girato in 11 allevamenti di pellicce selezionati casualmente in uno dei principali paesi produttori in Asia (l’organizzazione ha scelto di non rivelare il Paese per proteggere l’identità degli investigatori). Secondo i dati del commercio internazionale, la maggior parte dell’abbigliamento in pelliccia importato negli Stati Uniti proviene da nazioni asiatiche, dove praticamente non esistono leggi sulla protezione degli animali.

Ancora una volta, queste immagini inquietanti rivelano tutta la sofferenza subita da migliaia di animali innocenti e le loro morti dolorose e prolungate nelle fattorie di pellicce in Asia. I filmati mostrano come le volpi vengono ripetutamente picchiate sopra la testa, causando lesioni gravissime e, quel che è peggio, non una morte istantanea. E poi, gabbie di filo nudo così piccole che gli animali difficilmente possono muoversi e mucchi di feci lasciati sul pavimento, ciotole di acqua sporche e vuote e nessun medico veterinario.

“Questa indagine mostra la realtà di milioni di animali torturati ogni anno per una pelliccia, un cappello o un portachiavi. Ma i consumatori non accettano più questa realtà crudele e cercano invece materiali innovativi che siano migliori per gli animali e l’’ambiente. Poiché più città, stati e paesi in tutto il mondo cercano di vietare le vendite di pellicce, come ha fatto la California l’anno scorso, le aziende che continuano a spacciare questa sofferenza saranno probabilmente lasciate indietro”, conclude Kitty Block, CEO di Humane Society International.

Sta di fatto che ancora troppe sono le sofferenze che gli uomini infliggono agli animali. E, passata l’efferata notizia, restano impuniti e riprendono il loro crudele lavoro.

A cura di Germana Carillo - GreenMe.it