Ondata di calore sul Mediterraneo: il 2022 rischia di diventare un anno tremendo, e il futuro è terrificante

Si tratta dell’ondata di calore marino peggiore degli ultimi anni, destinata a superare anche il famigerato 2003. Circa 5 gradi in più rispetto alla norma. La situazione del Mediterraneo centrale. L’allarme degli scienziati per la fauna ittica

Ondata anomala di calore sul Mediterraneo (Ansa)
Ondata anomala di calore sul Mediterraneo (Ansa)
TiscaliNews

L’ondata di calore marino che si segnala sul Mar Mediterraneo dura da più di 70 giorni - come emergerebbe dalle mappe pubblicate il 30 luglio dal sistema europeo di rilevazione satellitare Copernicus - ed è considerata la peggiore degli ultimi anni. Il problema è che non accenna a fermarsi e rischia di far diventare il 2022,  da questo punto di vista, un anno tremendo, destinato a superare persino il famigerato 2003.

Ma cosa sta accadendo?

La temperatura nei nostri mari – riporta il sito Rinnovabili.it - sarebbe salita di 5 gradi rispetto alla norma in queste ultime settimane. E questa anomalia termica sarebbe destinata a crescere ancora, interessando soprattutto il Mediterraneo centrale.

Nel mese di luglio la temperatura marina sarebbe stata di 27° C, da comparare con un valore che normalmente è attestato sui 24-26°C. Ci sarebbero però alcune zone particolarmente bollenti nella zona delle Baleari e tutti i mari italiani (escluso forse il solo Adriatico) segnerebbero una anomalia di 5 gradi in relazione allo stesso periodo dell’anno passato.

Si segnalano anche situazioni peggiori, come nel basso Tirreno, dove nella settimana scorsa si sarebbero toccate punte di 31°C.

Si temono morie di pesci (Ansa)

Quali le conseguenze?

Gli scienziati lanciano l’allarme per quanto riguarda la fauna ittica, prevedendo possibili morie di massa in alcuni settori del Mare Nostrum.

Molto sarà determinato – si legge – dalla durata, perché più durerà l’ondata di calore marino e più sarà elevata la mortalità della vita acquatica. Da tener presente che gli effetti di questa situazione potrebbero arrivare fino ai 45 metri di profondità.

Nell’ultimo decennio le ondate di calore avrebbero avuto un impatto su almeno 50 specie diverse. E le previsioni per il futuro non sarebbero allettanti. Entro il 2100, infatti, il mare potrebbe registrare almeno un’ondata di calore marino di lunga durata ogni anno, nel periodo da giugno a ottobre: ondate quattro volte più intense e 42 volte più gravi rispetto ad oggi. Non c'è da stare allegri.