Ogni ora 5 reati ambientali in Italia: i dati agghiaccianti del rapporto sulle eco-mafie di Legambiente
Cresce senza sosta l'attacco all'ambiente da parte delle ecomafie e nel 2024 in Italia è stata superata la soglia di 40 mila reati ambientali: il fatturato illegale è di 9,3 miliardi
Cresce senza sosta l'attacco all'ambiente da parte delle ecomafie e nel 2024 in Italia è stata superata la soglia di 40 mila reati ambientali, il 14,4% in più dell'anno precedente. In media sono 111,2 al giorno, 4,6 ogni ora. E' quanto emerge dall'ultimo Rapporto di Legambiente sulle ecomafie. Aumentano il fatturato illegale, 9,3 miliardi di euro, e i clan coinvolti e cresce anche la corruzione negli appalti green: sono 88 le inchieste per tangenti dal primo maggio 2024 al 30 aprile 2025, il 17,3% in più rispetto all'anno prima. Nella filiera del cemento si concentra un terzo dei reati ambientali ma la crescita maggiore (+19,9%) è nel ciclo illegale dei rifiuti.
la proposta di Legambiente
Per il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, che ha presentato il nuovo rapporto sui reati ambientali, le eco mafie e le 12 proposte in merito, la strada è chiara: “Nella lotta alla criminalità ambientale l'Italia deve accelerare il passo e può farlo con l'approvazione di una riforma fondamentale molto attesa, ossia il recepimento della direttiva europea sulla tutela penale dell'ambiente entro il 21 maggio 2026".
Campania, Puglia, Calabria e Sicilia hanno il triste primato
Entrando nel dettaglio dei dati di Ecomafia elaborati da Legambiente e forniti dalle forze dell'ordine e dalle Capitanerie di porto, nel 2024 in Italia il 42,6% dei reati ambientali si concentra nelle 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il maggior numero di reati si riscontra, a livello nazionale, nella filiera del cemento (dall'abusivismo edilizio alla cave illegali fino ai reati connessi agli appalti per opere pubbliche) con 13.621 illeciti accertati nel 2024, +4,7% rispetto al 2023, pari al 33,6% del totale. Seguiti dai reati nel ciclo dei rifiuti ben 11.166, +19,9%, e quelli contro gli animali con 7.222 illeciti penali (+9,7%).
Impennata di reati contro il patrimonio culturale
Da segnalare l'impennata dei reati contro il patrimonio culturale (dalla ricettazione ai reati in danno del paesaggio, dagli scavi clandestini alle contraffazioni di opere): sono 2.956, + 23,4% rispetto al 2023. Per quanto riguarda le filiere illecite nel settore agroalimentare, a fronte di una leggera diminuzione dei controlli (-2,7%) si registra un aumento del numero di reati e illeciti amministrativi (+2,9%), nonché degli arresti (+11,3%). A completare il quadro dell'illegalità ambientale del 2024 è la crescita degli illeciti amministrativi, 69.949 (+9,4%), equivalenti a circa 191,6 illeciti al giorno, 7,9 ogni ora. Per quanto riguarda i clan, dal 1995 al 2024 salgano a 389 quelli censiti da Legambiente. Per quanto riguarda i delitti più gravi, previsti dal titolo VI-bis del Codice penale, nel 2024 al primo posto abbiamo l'inquinamento ambientale con 299 illeciti contestati, quelli complessivi sono stati 971, con un +61,3% rispetto al 2023 e 1.707 persone denunciate (+18,9%). Numeri che insieme all'aumento dei controlli su questa tipologia di reati (1.812 nel 2024, +28,7%) dimostrano l'efficacia della legge 68 del 2015, che a maggio 2025 ha celebrato il decennale. Per la classifica per inchieste su corruzione ambientale: in testa alla classifica regionale, la Campania si trova al primo posto con 17 inchieste, seguita da Lombardia (16), Puglia (10), Sicilia, Lazio (8) e Calabria (6). A guidare la classifica per gli arresti eseguiti, ben 96, è la Puglia, mentre la Campania si colloca al secondo posto (77), seguita dalla Lombardia (61), dal Lazio (58) e dalla Calabria (41).

















