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Micro frammenti di plastica nei tessuti umani. Latte, sangue e sperma: tutti contaminati. Come liberarsene?

La ricerca condotta in Cina e la scoperta ha fatto il giro del mondo. Timori per la fertilità e la salute dei bambini

Stefania Divertitodi Stefania Divertito   
Tonnellate di plastica in mare e sulle spiagge. Foto Ansa
Foto Ansa

Dall'oceano più profondo alle montagne incontaminate, non c'è un angolo di mondo dove non le abbiano trovate: le microplastiche sono ormai onnipresenti e permeano gli ecosistemi.

Ma non sono solo nell'ambiente: basta guardare dentro di noi. Queste particelle invisibili a occhio nudo sono state intercettate nei fluidi e nei tessuti umani: latte materno, sangue, urina, pelle. E anche sperma.

Uno studio condotto a Jinan, nella Cina orientale - una città situata a circa 180 km dalla costa oceanica più vicina comunemente riconosciuta come un'area inquinata, e priva di impianti di produzione di plastica - ha documentato la contaminazione da microplastica nel liquido seminale di uomini senza esposizione professionale a questi materiali.

Persistenti e di otto tipi differenti

A colpire è la pervasività della presenza, spiegano gli autori del lavoro pubblicato online su "Science of The Total Environment, che evidenziano come nei campioni raccolti da una quarantina di partecipanti allo studio - uomini sottoposti a valutazioni sanitarie prematrimoniali a Jinan - siano stati identificati ben 8 tipi diversi di polimeri. Le microplastiche sono state trovate in tutti i campioni di sperma testati. Il Ps (polistirene) era il più diffuso tra gli otto polimeri identificati, con una prevalenza del 31%, seguito dal polietilene (Pe, 14%) e dal cloruro di polivinile (Pvc, 14%), e poi in misura decrescente da acrilonitrile-butadiene-stirene (Abs, 11%) e policarbonato (Pc, 11%), polietilene tereftalato (Pet, 8%), polipropilene (Pp, 6%) e politetrafluoroetilene (Ptfe, 6%).

La riproduzione non è così scontata

Con una serie di strumenti e analisi gli scienziati - esperti di diversi atenei cinesi - hanno identificato, quantificato e classificato i polimeri di microplastiche presenti, e hanno poi valutato la motilità degli spermatozoi e la morfologia. Quello che si è scoperto è che gli effetti dell'esposizione ai diversi polimeri sulla motilità progressiva degli spermatozoi variavano: lo sperma esposto al polistirene (Ps) ha dimostrato una motilità progressiva degli spermatozoi più elevata rispetto al gruppo esposto al cloruro di polivinile. E sono state osservate anomalie morfologiche degli spermatozoi ma non associate in modo significativo a specifici tipi di plastica.

Tutto questo, evidenziano gli autori dello studio sostenuto dal Taishan Scholar Program della provincia di Shandong, mette in luce la necessità di ulteriori indagini su come le microplastiche influenzano la fertilità maschile in termini di presenza pervasiva e potenziale tossicità riproduttiva.

Catena alimentare compromessa

Nel 2015 la produzione globale di plastica ha raggiunto i 381 milioni di tonnellate e si prevede che triplicherà fino a oltre 1,1 miliardi di tonnellate annue entro il 2050. Man mano che sempre più plastica si diffonde nell'ambiente, le particelle più grandi si scompongono in frammenti più piccoli noti come microplastiche e nanoplastiche, di diametro inferiore a 5 mm e 1 micrometro, le cui piccole dimensioni consentono di entrare facilmente nella catena alimentare.

Fra i vari effetti da tenere sott'occhio, quelli «sulla riproduzione e sulla fertilità sono ancora in gran parte poco chiari. A livello globale, circa il 15% delle coppie sperimenta infertilità. Si tratta di uno studio iniziale, e serviranno ulteriori ricerche, concludono gli autori, per chiarire i potenziali impatti riproduttivi delle microplastiche negli esseri umani.

Serve un bollitore

Uno dei modi per poter eliminare gran parte delle microplastiche contenute nell'acqua è bollirla. Il calcare che si formerà sul fondo conterrà fino al 90% delle microplastiche. Il risultato migliore avverrà con l'acqua più dura. Una volta bollita e raffreddata, l'acqua dovrebbe essere filtrata prima di essere bevuta. 

In ogni caso evitare i contenitori di plastica per riscaldare il cibo per bere bevande calde, per trasportare alimenti in genere. Prediligere il vetro. 

La situazione dei mari può essere migliorata anche a partire dallo skincare: basta eliminare tutti i prodotti esfolianti che contengono microplastiche. in rete si trovano ottime ricette per realizzare con poco impegno (e poca spesa) prodotti esfoliante dai da te. 

Inoltre prediligere sempre tessuti naturali e organici: quelli sintetici rilasciano fibre in lavatrice, che finiscono nei mari e altro non sono che microplastiche. 

 

 

Stefania Divertitodi Stefania Divertito   
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