Tiscali.it
SEGUICI

Nel futuro del mondo meno biodiversità vegetale, uno studio rivela ciò che ci attende nei prossimi anni

Delle oltre 340mila specie oggi conosciute potrebbero scampare alla “selezione” poco meno di 7mila tipologie di pianta definite “utili”. Tutte le altre saranno condannate all’oblio

di Roberto Zonca   
Foto Chip Clark, Smithsonian
Foto Chip Clark, Smithsonian

Il mondo, oggi ricco di una infinità di specie animali e vegetali, sembra condannato a diventare “povero” di biodiversità. L’uomo, che tanto loda lo splendore della Natura e che reclama quotidianamente la necessità di tutelarla, sta progressivamente distruggendo pezzi del pianeta con danni incalcolabili che peseranno sulle future generazioni. Una prova di quanto sta già accadendo l’ha trovata un team di scienziati coordinato dal botanico John Kress, dello Smithsonian Museum.

Secondo i ricercatori, che hanno voluto concentrarsi sulle specie vegetali, il mondo è responsabile di un impoverimento che coinvolgerà in primis decine di migliaia di tipologie di piante, processo che inevitabilmente comporterà conseguenza, anche gravi, a insetti, animali e dunque anche alla specie umana. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Plant, People, Planet, dimostra che la specie umana tende a suddividere le piante in due grandi categorie: da una parte quelle “utili”, dall’altra “tutte le altre”. E sono proprio quelle che rientrano in quest’ultimo gruppo a rischiare di più.

Delle specie di piante prese in esame, poco più di 86mila (il 25 per cento di quelle conosciute), sono state raccolte una moltitudine di informazioni, dallo stato di conservazione dell’habitat alla loro capacità di resistere ai cambiamenti climatici in corso, non scordando però la loro classificazione dal punto di vista economico. I vari vegetali sono stati poi inseriti in sette specifiche categorie di rischio: “vincenti utili all'uomo”, “vincenti non utili all'uomo”, “perdenti utili all'uomo”, “perdenti non utili all'uomo”, “probabili vincenti”, “probabili perdenti” e “specie neutrali”.

Tra tutte, quelle che sembrano poter avere un futuro, sono le “vincenti utili all'uomo”, 6.749 specie tra cui – la maggior parte – appartenenti alla grande famiglia delle piante da raccolto (grano, mais e riso), che da sole coprono il 40 per cento della superficie del pianeta. Tutte le altre specie saranno, ma alcune lo sono già oggi, a rischio estinzione. Secondo gli scienziati il cambiamento sarà abbastanza rapido, e sarà osservabile entro i prossimi decenni, con danni irreparabile per tutti gli ecosistemi.

di Roberto Zonca   

I più recenti

Crop della copertina di Science Advances - Foto Genevieve Campbell
Crop della copertina di Science Advances - Foto Genevieve Campbell

Le Rubriche

Tessa Gelisio

Fin da piccola Tessa Gelisio si occupa di ambiente collaborando con associazioni...

Roberto Zonca

Nato a Cagliari il 10 giugno del 1974. Giornalista professionista, perito...

Greenpeace

Greenpeace è una organizzazione globale indipendente che sviluppa campagne e...

Consorzio Costa Smeralda

Il territorio gestito dal Consorzio Costa Smeralda è il tratto costiero della...

LegAmbiente

Associazione senza fini di lucro, fatta di cittadini e cittadine che hanno a...

Animali Senza Casa

Animali senza casa è un sito che raccoglie più di 1500 annunci di cani e gatti...