I cavalli muoiono come mosche: trainano carrozze in condizioni tremende. Questo mese in tre non ce l'hanno fatta

L'abitudine folle di molte città italiane che continua nonostante le temperature da record registrate. Si infiammano le associazioni ambientaliste: basta botticelle, servono ordinanze e la volontà di passare all'elettrico

di Camilla Soru

Un Luglio di morte per le vie di Italia. No, non stiamo parlando di incidenti stradali e stragi del sabato sera, ma di quella abitudine pacchiana di certi turisti di andare in giro per le città che visitano con le carrozze trainate dai cavalli. Questa pratica crudele, ancora troppo presente, sta generando una catena di morte. Solo questo mese tre cavalli sono rimasti fissi in terra, uccisi da un mix letale di caldo e fatica.

L’ultima a chiedere a gran voce un intervento tempestivo è stata la Ong Green Impact: “ servono ordinanze comunali urgenti per sospendere questo servizio fino al 30 settembre a causa delle incontestabili elevate temperature e di inserire subito, nei piani di mobilità sostenibile, la sostituzione del cavallo con mezzi elettrici, come hanno già fatto molte città in tutto il mondo”.

DALLA REGGIA DI CASERTA

Proprio nelle scorse settimane si è aperto il processo per la morte di Found Goal Pag, il cavallo stramazzato a terra nel parco della Reggia di Caserta mentre svolgeva il suo lavoro. Trainava la sua carrozza per una coppia di turisti ma fatica, sete e le temperature di quel 12 agosto 2020 non gli hanno lasciato alcun scampo. La vetturina che portava la carrozza è oggi sotto accusa per il reato di uccisione di animali, punito dall'art. 544bis del nostro Codice Panale, per il quale rischia fino a due anni di reclusione. Sembrerebbe infatti che la donna abbia perpetrato ai danni del povero animali delle vere e proprie sevizie: mancanza di riposo e rinfrescamento periodico, troppo esercizio fisico in condizioni di caldo eccessivo.

Dopo la tragedia dell’agosto del 2020, Caserta ha quantomeno imparato la lezione. Le carrozze sono state sostituite da un servizio elettrico a dimostrazione che una nuova via non solo può essere presa me è anche semplice e a portata di mano. “I mezzi economici per imboccare un percorso virtuoso verso la transizione ecologica e evitare ai cavalli questo sfruttamento insostenibile ci sono. - spiega Green Impact - Esistono, infatti, finanziamenti europei sulla promozione dell'elettrico che consentirebbero di sostituire il cavallo con mezzi moderni e idonei, già disponibili nel mondo. Alcune città come Petra (Giordania) al posto delle carrozze a cavallo hanno adottato le club cars elettriche, ma ci sono città che non hanno voluto rinunciare al fascino della gita tradizionale e si sono dotate di eco-carrozze dalla forma inconfondibile di carrozza, ma dotate di motore elettrico".

Eppure città come Roma, Palermo, Firenze e Pisa continuano ad essere sorde ai decenni di protesta. E mentre tutto il mondo inizia ad adeguarsi in Italia mancano dei piani concreti d’azione.

E INTANTO COSA SUCCEDE IN QUESTA STAGIONE 2022?

Il 26 luglio a Palermo un cavallo è morto sotto gli occhi di tutti proprio davanti al teatro Massimo, “una scena pietosa” racconta chi ha assistito. Ma la città è abituata a certi macabri spettacoli, solo quattro giorni prima infatti ad un altro esemplare, alla guida di un’altra carrozza, era toccata la stessa sorte nella centralissima via Roma.

Nel mese di giugno aveva destato preoccupazione la foto di Fernanda, in ginocchio mentre trainava il suo calesse a Firenze. Solo una settimana dopo di nuovo sgomento a Matera, dove l’Associazione Aidaa ha presentato un esposto alla Procura “Il cavallo stava facendo una passeggiata privata con il suo cocchiere, quando è stramazzato a terra forse a causa del grande caldo. Il nostro esposto ha lo scopo di far emergere le motivazioni per cui questo bellissimo cavallo è morto“

Eppure nella vicinissima Austria stretta nella morsa del caldo con picchi record nei giorni scorsi, i ‘Fiaker’ - tradizionali conducenti delle carrozze trainate da cavalli che accompagnano i turisti a passeggiante lungo le vie del centro storico - sono ritornati tutti nelle scuderie per tutelare i loro ’dipendenti’ a quattro zampe.

La cosa incredibile è che il comune di Firenze avrebbe pure nel suo regolamento il divieto dell’utilizzo di animali da traino con temperature superiori ai 35 gradi. Ma allora perché tanto immobilismo e tanta difficoltà? Tra la paura di scontentare qualcuno e l’idea ridicola di conservare qualcosa di tradizionale sembra ancora tutto bloccato. Intanto i cavalli con le loro morti ci stanno dicendo una cosa molto chiara: il cambiamento climatico è qui davanti ai nostri occhi e rischia di ucciderci.