A caccia delle piante aliene con l’aiuto dei droni: al via controlli nel Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli

L’osservazione consente di scattare immagini ad alta risoluzione con un livello di precisione sotto il centimetro. Si tratta di un passo avanti notevole anche rispetto alle ricognizioni aeree dove il livello di dettaglio delle immagini va dai 50 centimetri al metro

Foto Shutterstock
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di GreenReport.it

Secondo lo studio “The assessment and management of plant invasions with Unmanned Aerial Vehicles. The Yucca gloriosa case, Italy”, pubblicato su Regional Studies in Marine Science da ricercatori italiani dell’università di Pisa e degli istituti di Fisiologia Clinica, di Bioeconomia e di Scienze Marine del Cnr, e colombiani dell’Universidad del Atlántico – Barranquilla, «I droni sono lo strumento ideale per monitorare la presenza di Yucca gloriosa, una pianta aliena originaria del Nord America che minaccia gli ecosistemi costieri del Mediterraneo». La ricerca, partita da una tesi di laurea triennale di Elena Cini attualmente studentessa magistrale in tesi con la professoressa Daniela Ciccarelli, è stata condotta nel 2020 nel Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, un’area protetta di circa 230 km2 nel nord della Toscana, che ospita uno dei sistemi dunali costieri meglio conservati del litorale italiano.

La Ciccarelli del dipartimento di biologia dell’università di Pisa e principale autrice dello studio, spiega che «abbiamo usato il drone per quantificare la presenza di Yucca gloriosa nella Riserva della Bufalina con i tradizionali metodi di campionamento a terra ci vogliono molto più tempo, persone e soldi. Grazie ai droni invece possiamo scattare immagini ad alta risoluzione con un livello di precisione sotto il centimetro che poi analizziamo con dei software molto semplici, un passo avanti notevole anche rispetto alle ricognizioni aeree dove il livello di dettaglio delle immagini va dai 50 cm al metro».

I ricercatori italiani evidenziano che «il drone si è rivelato uno strumento ideale anche per le caratteristiche morfologiche di Yucca gloriosa, soprattutto a livello fogliare, che la rendono particolarmente riconoscibile. La vegetazione delle dune costiere è infatti un mosaico di diverse comunità vegetali difficile da identificare e valutare. La sperimentazione ha previsto una decina di voli effettuati a un’altitudine di 35 m sul livello del mare tra le 11 e le 13 di giorno, per ridurre al minimo le ombre. Da questo punto di vista è emerso che il periodo migliore per il monitoraggio è la primavera, quando i raggi delle radiazioni del sole sono più perpendicolari».

La Ciccareli conclude: «La lotta contro la Yucca del Parco è una lotta antica e a metà anni Duemila era stato attivato un progetto europeo per combatterla. Questa pianta, che ruba spazio al ginepro coccolone, la specie spontanea autoctona, ricresce anche da piccoli frammenti di rizoma, cioè di fusti sotterranei. La nostra ricognizione ha rivelato la presenza di circa 1800-2200 cespi di Yucca gloriosa corrispondenti a meno dell’1 per cento dell’area studiata, non molto apparentemente, anche se in realtà l’aspetto critico da tenere sotto controllo è la dimensione di questi agglomerati compito che i droni svolgono in maniera del tutto efficace».

A cura di GreenReport.it