Alga tossica fa strage di pesci nel fiume Oder, ma la colpa non è della siccità o dei cambiamenti climatici

La morìa di pesci crea tensioni tra Berlino e Varsavia. Responsabile della strage sarebbe un'alga che si sviluppa in acque salmastre. La sua presenza indicherebbe contaminazioni di tipo industriale

TiscaliNews

Sono state ormai estratte circa 300 tonnellate di pesci morti dall'Oder, il fiume che separa Germania e Polonia, vittima quest'estate di un disastro ambientale che potrebbe essere collegato a una mini-alga tossica. Lo riferisce il governo tedesco, tramite il ministro dell'Ambiente Steffi Lemke, aggiornando un precedente bilancio di 100 tonnellate. "L'Oder è attualmente teatro di un disastro ambientale che danneggerà a lungo questo prezioso ecosistema", ha lamentato il ministro dell'Ambiente intervistato da 'The Pioneer'.

Di queste 300 tonnellate, circa 100 tonnellate sono state prelevate in Germania, nella regione del Brandeburgo. I pesci morti vengono inceneriti in fabbriche specializzate. Restano da stabilire le cause precise di questa morìa, ha ricordato il ministro. Le autorità ritengono che una microalga tossica, il "prymnesium parvum", potrebbe essere la causa del disastro.

L'organismo incriminato, detta anche "alga dorata", è comune negli estuari e si sviluppa normalmente in acque salmastre con un contenuto di sale inferiore a quello del mare. Se l'alga ha potuto proliferare a tal punto nelle acque dolci dell'Oder, ciò indica una salinità anomala del fiume che potrebbe avere cause industriali. Il disastro ha teso le relazioni tra Berlino e Varsavia. La Germania ha accusato la Polonia di aver diffuso con ritardo le informazioni sull'entita' della contaminazione. Le prime notizie sulla morte di masse di pesci nell'Oder erano giunte da residenti del posto e pescatori polacchi già il 28 luglio.

L'Oder era noto per essere un fiume relativamente pulito, con circa 40 specie di pesci che vi vivono. In un primo momento era stato temuto un avvelenamento da sostanze chimiche ma il ministro dell'Ambiente polacco, Anna Moskwa, aveva poi chiarito che "nessuno dei campioni testati finora" aveva "mostrato sostanze tossiche".