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Acqua contaminata nella falda idrica, chiusa la centrale nucleare di Monticello

L’impianto, della Xcel Energy, si trova nel Minnesota. Rilevata ingente perdita di trizio che ammonta a oltre 1 milione e mezzo di litri di acqua contaminata

di GreenReport.it   
La centrale nucleare di Monticello (foto GreenReport.it)
La centrale nucleare di Monticello (foto GreenReport.it)

Il 16 marzo Xcel Energy aveva nuovamente annunciato di aver messo in atto «misure per contenere e gestire una perdita d’acqua rilevata dai sistemi di monitoraggio di routine delle acque sotterranee presso il suo impianto di generazione nucleare di Monticello alla fine dell’anno scorso. Xcel Energy ha agito rapidamente per contenere la perdita nel sito dell’impianto, che non pone alcun rischio per la salute e la sicurezza della comunità locale o dell’ambiente».

La compagnia energetica nucleare aveva notificato l’incidente alla Nuclear Regulatory Commission Usa (NRC) il 22 novembre 2022, quando la fuga è stata confermata e ha pompato, immagazzinato e trattato l’acqua contaminata per un suo riutilizzo, assicurando che «contiene livelli di trizio inferiori alle soglie di sicurezza NRC. Il trizio è un composto naturalmente presente nell’ambiente e viene comunemente creato durante il funzionamento delle centrali nucleari. Emette bassi livelli di radiazioni, simili ai materiali che le persone usano quotidianamente e al cibo che mangiamo tutti».

Xcel Energy aveva identificato la fonte della perdita in un tubo dell’acqua che corre tra due edifici. Per contenere la perdita ha deviato l’acqua contaminata verso un sistema di trattamento all’interno dell’impianto, credendo così di impedire che altra acqua fuoriuscisse dalla centrale nucleare e assicurando che avrebbe installato «una soluzione permanente nella primavera del 2023» e che aveva condotto «un’ispezione approfondita di tutte le tubazioni in tutte i luoghi in cui potrebbe verificarsi una perdita, per verificare che nessun’altra area della struttura si trovasse ad affrontare questo problema» e che «questi risultati aiuteranno Xcel Energy a garantire che non incontri lo stesso problema andando avanti».

Evidentemente qualcosa non ha funzionato e l’incidente era ben più grosso di quanto ammesso inizialmente da Xcel Energy perché il 24 marzo la compagnia energetica ha iniziato «spegnere il suo impianto di generazione nucleare di Monticello per consentirgli di eseguire più rapidamente le riparazioni necessarie per risolvere definitivamente una perdita di acqua contenente trizio nell’impianto». E quella che pochi giorni prima era stata derubricata a «fuoriuscita che è completamente contenuta in loco» e senza nessun impatto per ambiente e persone, in una dichiarazione di Chris Clark, presidente di Xcel Energy–Minnesota, North Dakota and South Dakota è diventata qualcos’altro: «Abbiamo deciso che la migliore linea d’azione è spegnere l’impianto ed eseguire immediatamente le riparazioni permanenti. Stiamo continuando a lavorare e a informare i nostri leader statali, federali, cittadini e di contea durante il procedimento».

Dopo aver identificato la fonte della perdita alla fine del 2022, Xcel Energy aveva «implementato una soluzione a breve termine per catturare l’acqua dal tubo che perde e reindirizzarla all’impianto per il riutilizzo. Questa soluzione era stata originariamente progettata per impedire a qualsiasi nuovo trizio di raggiungere le acque sotterranee fino a quando la company avesse potuto installare un tubo sostitutivo durante un’interruzione del rifornimento regolarmente programmata a metà aprile». Ma il 22 marzo è venuto fuori che l’acqua contaminata aveva raggiunto la falda acquifera. «e gli operatori hanno scoperto – dopo 4 mesi – che in realtà la soluzione temporanea, «Non catturava più il 100% dell’acqua fuoriuscita».  Naturalmente Xcel Energy assicura nuovamente che «La nuova perdita – che si prevede sarà di centinaia di galloni, una quantità di acqua molto inferiore a quella trapelata in precedenza – non aumenterà materialmente la quantità di trizio che l’azienda sta lavorando per recuperare e non rappresenta alcun rischio per la salute o l’ambiente». Ma ammette che «Ad oggi, Xcel Energy ha recuperato circa il 32% del trizio rilasciato e continuerà il recupero nel corso del prossimo anno».

Inoltre, il calendario per la ripresa dell’attività della centrale nucleare di Monticello ma Xcel Energy, con una faccia tosta invidiabile, continua a dire che è tutto a posto e che forse addirittura è meglio così: «L’impianto dovrebbe anche iniziare il suo processo di rifornimento questa primavera, con progetti di manutenzione e costruzione in corso che possono essere completati solo quando l’impianto non è operativo. Il rifornimento di carburante e la manutenzione dell’impianto miglioreranno l’affidabilità delle attrezzature dell’impianto e contribuiranno a garantire che Monticello continui a fornire energia sicura, pulita e affidabile alla regione».

Nonostante i risultati non corrispondano alle promesse e che l’incidente sia evidentemente sfuggito dal controllo a mesi dal suo rilevamento, la Minnesota Pollution Control Agency e il Minnesota Department of Health si sono detti «incoraggiati dal fatto che Xcel Energy stia intraprendendo azioni immediate per affrontare il problema ricorrente dell’acqua contenente trizio che fuoriesce dall’impianto di generazione nucleare di Monticello». Ma hanno rilevato la vera entità dello sversamento sulla quale  Xcel Energy nicchia: «400.000 galloni (1.514.160 litri, ndr) di acqua contenente trizio. Nel rapporto dello State Duty Office depositato oggi, Xcel Energy afferma che la nuova perdita, situata vicino al punto del rilascio precedentemente segnalato, è ancora in corso».

Quindi, tutto andrebbe bene… ma la agenzie statali del Minnesota mettono le mani avanti e dicono che «non hanno prove a questo punto per indicare un rischio attuale o imminente per il pubblico e continueranno a monitorare i campioni di acque sotterranee. In caso di rischio imminente, informeremo tempestivamente il pubblico. Incoraggiamo la Nuclear Regulatory Commission (NRC) degli Stati Uniti, che ha la supervisione normativa delle operazioni dell’impianto, a condividere le comunicazioni pubbliche in corso sulla perdita e sugli sforzi di mitigazione per aiutare i residenti a comprendere meglio la situazione».

A cura di GreenReport.it

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