Voli aerei deserti pur di non perdere gli slot aeroportuali, in Europa migliaia di aerei viaggiano “vuoti"

Ora le compagnie chiedono alla Commissione europea una deroga sulla normativa che punisce tutti

Foto Shutterstock
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TiscaliNews

Quasi non si contano le compagnie aeree che, pur di non perdere gli slot aeroportuali, effettuano dei voli senza passeggeri a bordo. Le compagnie devono garantire un servizio, così da rispettare le regole comunitarie, ma facendolo trasgrediscono ad altre regole Ue varate per ridurre drasticamente l’inquinamento. Le norme europee, in pratica, impongono delle regole che costringono le compagnie a violarne altre fondamentali nella lotta ai cambiamenti climatici.

La regola, ribattezzata “Use it or lose it”, esiste da tempo. Nel corso della pandemia era stata temporaneamente sospesa. Con l’allentamento delle restrizioni, e la ripresa degli spostamenti, si è tuttavia tornati al punto di partenza: le compagnie hanno dovuto rispettare i piani di volo garantendo ai viaggiatori (nel frattempo esponenzialmente diminuiti) almeno l’80 per cento degli slot detenuti. Ma come si possono rispettare tali condizioni se i gate risultano deserti? L’unico modo, di fatto assurdo, è quello di far partire in ogni caso gli aerei: anche se a bordo si trova esclusivamente l’equipaggio.

Ora le compagnie chiedono alla Commissione europea una deroga sulla normativa che punisce tutti. Da Bruxelles per ora nessuna risposta, le priorità evidentemente sono altre. Senza una risposta le strade percorribili dalle compagnie sono poche, anzi, a dirla tutta sono soltanto due: la prima prevede la rinuncia agli slot, ma per alcune ciò significherebbe chiudere, mentre la seconda è continuare a volare senza passeggeri…

Green deal chi?

E il tutto sembra andare contro il fantomatico Green deal europeo, che mirava ad un taglio del 90 per cento delle emissioni di carbonio, derivate dai trasporti, entro il 2050. “Un volo a corto raggio su un 737 – evidenzia l’attivista Catherine Livesley, fondatrice del No fly travel club - emette circa 18 tonnellate di CO2 all’ora, quasi il doppio di quello che una persona in Europa emette in un anno intero. Mi sembra incomprensibile che l’Europa stia richiedendo attivamente alle compagnie aeree di produrre emissioni colossali, semplicemente per assicurarsi degli slot di atterraggio”.