Verso l’Apocalisse, le attività umane sono responsabili dell’estinzione di massa degli insetti

A rischio il 40 per cento delle specie esistenti. Anche la specie umana dovrà pagarne le conseguenze: ecosistemi del pianeta verso il collasso

Verso l’Apocalisse, le attività umane sono responsabili dell’estinzione di massa degli insetti
TiscaliNews

Il coronavirus Covid-19 sta certamente monopolizzando le pagine dei principali quotidiani del pianeta. Il timore che l’epidemia possa trasformarsi in pandemia è tale che problematiche altrettanto gravi, magari sottovalutate, rischiano però di passare in secondo piano. Da alcuni anni è in atto un’estinzione di massa che potrebbe infatti avere gravi ripercussioni sul futuro della nostra specie. Alcuni l’hanno già ribattezzata “l’apocalisse degli insetti”. Secondo gli entomologi, le attività umane minacciano ormai il 40 per cento delle specie di insetti presenti sulla faccia della Terra. La prima conseguenza sarebbe il collasso degli ecosistemi. Un team composto da 73 scienziati ha voluto pubblicare sulle pagine di Nature un piano d’azione per fronteggiare l’emergenza… un piano che dovrà essere necessariamente implementato entro i prossimi anni, altrimenti dovremo prepararci al peggio.

Il meraviglioso mondo degli insetti

Il piano si sviluppa in più fasi. Alcune azioni andranno portate a termine rapidamente (le "no regret solutions"). Altre sono invece interventi di medio o lungo periodo, ma comunque fondamentali e non più prorogabili. I primi passi da compiere non richiedono grandi investimenti, ma la volontà di cambiare direzione: migliorare i programmi di conservazione, interrompere l'uso di pesticidi, ridurre l'inquinamento dell'aria, dell'acqua e quello luminoso, restituire eterogeneità al paesaggio agricolo. Molti Paesi hanno già avviato delle iniziative virtuose in tal senso, ma per godere di effetti significativi sarà necessario che si dia agli stessi una priorità globale.

A queste azioni si devono accompagnare una serie di piani sul medio-lungo periodo, volti a migliorare la nostra conoscenza della situazione globale degli insetti. Fondamentali saranno le future ricerche atte a raccogliere nuovi dati, ma anche la rianalisi delle informazioni già a disposizione degli scienziati e spesso non adeguatamente sfruttate. La comunità scientifica internazionale deve dare inizio ad una vera e propria rivoluzione, ma dovrà farlo coinvolgendo istituzioni e società civile, "promuovendo e applicando protocolli globali standard di monitoraggio e conservazione".