La Siberia è il bidone dei rifiuti radioattivi di un Paese europeo: le accuse di Greenpeace

L'associazione ambientalista all’attacco dell’industria nucleare francese: “Deve lavarsi da sola i suoi panni sporchi. Nasconderli in Russia è inaccettabile”

TiscaliNews

Greenpeace France svela un segreto mal custodito: lo scorso gennaio ha scoperto che Orano (ex Areva) aveva ripreso il traffico di scorie radioattive verso la Russia. Infatti, durante le indagini nel porto di Le Havre, Greenpeace scoprì  che il 20 gennaio e il 12 febbraio 2021 diverse decine di tonnellate di uranio esaurito francese erano state caricate a bordo della nave Mikhail Lomonosov diretta a San Pietroburgo.

10 anni fa Greenpeace France riuscì a bloccare tutte le esportazioni di urani francese in Russia e ricorda che «All’epoca, Areva e EDF avevano riconosciuto che questa chiusura era dovuta a ragioni economiche e ambientali». Ora ribadisce che «Questo traffico è indicativo delle disfunzioni dell’industria nucleare, che per decenni ha cercato di spacciarsi per verde, danneggiando gravemente l’ambiente.

Gli ambientalisti Francesi denunciano che «Per far dimenticare che produce permanentemente tonnellate di rifiuti, alcuni dei quali rimarranno radioattivi per decine di migliaia di anni, l’industria nucleare francese mantiene il mito di un “ciclo” del combustibile in cui l’uranio è riciclabile e riciclato. Questa scelta strategica, che comporta processi industriali complessi, costosi e inquinanti per ritrasformare l’uranio esausto, resta nefficace: lo stock di scorie radioattive francesi continua a crescere. La rotta dell’uranio riprocessato e il suo trasporto in Siberia sono solo esempi lampanti dell’illusione del riciclaggio in campo nucleare».

E questi trasporti di materiali radioattivi e molto pericolosi non si fermeranno: nel maggio 2018 Tenex, una controllata dell’agenzia nucleare statale russa Rosatom, ha annunciato la firma di un contratto con EDF per la trasformazione dell’uranio riprocessato francese. A differenza di Orano, EDF finora non ha riavviato la spedizione di uranio riprocessato in Russia.

Ma perché un’impresa nucleare russa dovrebbe aver bisogno delle scorie nucleari francesi quando la Russia ha un’abbondanza di minerale di uranio per alimentare i suoi reattori nucleari? La Russia è un bidone della spazzatura per l’industria nucleare francese? Greenpeace France risponde che «Ufficialmente, l’uranio riprocessato francese viene inviato in Russia per essere “riprocessato”. Ufficiosamente, è più probabile che venga semplicemente conservato in Siberia, per un periodo illimitato, in condizioni di conservazione sconosciute. Questo sarebbe illegale, non conforme alla legge europea che vieta l’esportazione di scorie nucleari».

Greenpeace France sottolinea che«La Russia non deve essere la pattumiera radioattiva della Francia! Il governo francese deve opporsi a queste pratiche e impedire che le sue industrie inquinino al di fuori dei nostri confini. Occorre quindi una risposta politica. Ma per il momento il governo preferisce stendere il tappeto rosso all’industria nucleare piuttosto che intraprendere azioni concrete contro questo traffico. Risultato: Emmanuel Macron potrebbe essere sul punto di annunciare la costruzione di nuove centrali nucleari che produrrebbero nuovi rifiuti … mentre stiamo inviando in Russia quelli dei quali non sappiamo cosa fare».

Greenpeace France chiede che «Lo Stato francese, azionista di maggioranza di Orano ed EDF, imponga immediatamente a queste due società di cessare ogni trasporto o progetto di trasporto di uranio riprocessato in Russia. Questo traffico è una sciocchezza sia ambientale a causa dell’inquinamento legato alle condizioni di stoccaggio dei rifiuti, sociale per quanto riguarda le condizioni di lavoro e di protezione sociale dei lavoratori russi, sia economica poiché di fatto la maggior parte dell’uranio speso rimane inutilizzato in Siberia, immagazzinato in una  discarica all’aria aperta, a poche centinaia di metri dalle abitazioni. L’industria nucleare francese deve lavarsi  da sola i suoi panni sporchi. Nasconderli in Russia è inaccettabile».

A cura di GreenReport.it