Le risorse naturali mondiali potrebbero esaurirsi entro il 2040: le soluzioni che non piaceranno

Per affrontare quella che diventerà una vera e propria emergenza sarà inevitabile imporre limiti allo sviluppo, facendo meno figli e consumando meno

Foto Ansa
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di GreenReport.it

Nel rapporto/bestseller Limits to Growth (LtG – I limiti dello sviluppo) pubblicato nel 1972 da MIT e Club di Roma, concluse che, se la società globale avesse continuato a perseguire la crescita economica, avrebbe sperimentato entro questo secolo un calo della produzione alimentare, della produzione industriale e, alla fine, della popolazione. Gli autori  (Donella Meadows, Dennis Meadows, Jørgen Randers e William W. Behrens III) utilizzarono un modello di dinamica del sistema per studiare le interazioni tra le variabili globali, variando le ipotesi del modello per generare scenari diversi. Nell’ormai lontano 1972, Limits to Growth aveva creato un modello informatico analizza il consumo e la produzione globali di risorse sulla base di dati utilizzati da molti campi, tra cui popolazione, tassi di fertilità, livelli di inquinamento, produzione alimentare e produzione industriale, e poi aveva presentato 12 possibili scenari per il futuro, basati su diverse previsioni del comportamento umano. Nella maggior parte degli scenari, la crescita economica incessante alla fine superava le risorse naturali del mondo, rendendo impossibile un’ulteriore crescita economica. Di conseguenza, il benessere personale avrebbe cominciato a diminuire.

Il Business as Usual (BaU) è diventato uno degli scenari più famosi del 1972. Il BaU prevede che la crescita economica globale continui come aveva fatto prima. Quando la BaU è stata inserita nei modelli computazionali, il risultato è stato che intorno al 2040 l’economia mondiale inizierà a perdere terreno e, di conseguenza, la popolazione mondiale, la disponibilità di cibo e altre risorse diminuiranno.

Il nuovo studio “Update to limits to growth: Comparing the World3 model with empirical data pubblicato sul Yale Journal of Industrial Ecology da Gaya Herrington, ricercatrice sostenibilità e analisi dei sistemi dinamici della compagnia di consulenza KPMG, costituisce un aggiornamento dei dati dell’LtG, ed esamina fino a che punto i dati empirici si sono allineati con i quattro scenari dell’LtG che comprendono una serie di ipotesi tecnologiche e di risorse e sociali. La Herrington  sottolinea che «La ricerca ha beneficiato di una migliore disponibilità dei dati rispetto ai precedenti aggiornamenti e include uno scenario e due variabili che non facevano parte dei confronti precedenti. I due scenari si allineano più vicino si dati osservati indicano un arresto per benessere, cibo e produzione industriale nel prossimo decennio circa, il che mette in discussione l’idoneità della continua crescita economica come obiettivo dell’umanità nel XXI secolo. Entrambi gli scenari indicano anche successivi cali di queste variabili, ma solo uno, nel quali i cali sono causati dall’inquinamento, rappresenta un collasso. Lo scenario più allineato nei confronti dei precedenti non era tra i due scenari più allineati in questa ricerca. Lo scenario con le flessioni minori è allineato meno ai dati empirici; tuttavia, le differenze assolute spesso non erano ancora grandi. I 4 scenari divergono notevolmente di più dopo il 2020, il che suggerisce che la finestra per allinearsi a quest’ultimo scenario si sta chiudendo».

Insomma, secondo lo studio, la semplice domanda e offerta pone un bel problema: se l’economia e la popolazione mondiali continuano a crescere come ora, le risorse naturali alla fine si esauriranno. Quindi, nell’impossibilità di soddisfare le richieste di materie prime, l’economia e la popolazione cominceranno a ridursi.

Se è vero che lo scenari Business as Usual  potrebbe non finire necessariamente in un collasso totale della società umana, creerà comunque una brusca recessione economica che potrebbe destabilizzare il mondo come lo conosciamo.

Tuttavia, secondo il nuovo studio, se il comportamento umano riuscirà a cambiare drasticamente, potremmo ancora cavarcela grazie a un altro modello, uno scenario sia meno allineato con i dati del 2020, nel quale  gli esseri umani potrebbero decidere di limitare deliberatamente la loro produzione economica prima che la scarsità di risorse naturali li costringa a farlo. Questo include, tra l’altro un calo demografico e limitare fin da subito l’inquinamento industriale e il consumo di risorse naturali.

A cura di GreenReport.it