Mattanza in nome della tradizione, alle isole Fær Øer sono stati massacrati oltre 1400 delfini

Si tratta di una strage senza precedenti, una barbarie che colora il mare di rosso. Tardivo il mea culpa degli organizzatori che hanno ammesso di aver esagerato

Uno scatto della mattanza (foto Shutterstock)
Uno scatto della mattanza (foto Shutterstock)
di GreenMe

Hanno fatto il giro del web le immagini dei quasi 1500 delfini massacrati sulla battigia di Skalabotnur a Eysturoy, la seconda delle Isole Faroe (Fær Øer). È sconcerto anche tra alcune organizzazioni che partecipano all’evento. Si ripete ogni anno e ogni volta è la stessa storia, ma quest’anno la mattanza è qualcosa che non ha precedenti: domenica scorsa, alle isole Faroe, nella tradizionale caccia alle balene che da secoli si svolge nel Paese, sono stati massacrati 1.428 delfini. È il frutto della tradizionale forma di approvvigionamento di cibo, la cosiddetta Grindadráp (la “caccia alle balene” in faroese), per cui alcuni tipi di cetacei, come la balena pilota, vengono condotti a riva, circondati da pescherecci in una baia per poi essere massacrati con arpioni e coltelli, per trarne grasso e carne.

Una vera e propria mattanza, una strage, una barbarie che colora di rosso il mare tutt’attorno e che ogni anno, come riporta la BBC, conduce alla morte circa 600 balene e 35-40 delfini. Questa volta, però, si è toccato il limite con quasi 1.500 delfini uccisi. Per tornare a una cifra più o meno simile occorre risalire al 1940 quando furono uccisi 1200 delfini. 

Il mea culpa degli organizzatori

In un’intervista con la BBC, il presidente della Faroese Whalers Association, Olavur Sjurdarberg, ha riconosciuto che le uccisioni erano eccessive. Perché sono stati uccisi così tanti delfini, allora? La gente è sotto shock. È stato un grosso errore – ha detto Sjurdarberg. Quando è stato trovato il branco, hanno stimato che fossero solo 200 delfini. Solo quando è iniziato il processo di uccisione hanno scoperto il vero numero di animali.

Anche così, ad ogni modo, secondo Sjurdarberg, la cattura è stata approvata dalle autorità locali e nessuna legge è stata violata. Un sondaggio effettuato dalla tv pubblica Kringvarp Foroya ha rivelato che mentre il 50% delle persone è contraria alla caccia dei delfini, l’80% è favorevole a quella delle balene. Tali cacce sono regolamentate nelle Isole Faroe. Non sono commerciali e sono organizzate a livello comunitario, spesso spontaneamente quando qualcuno individua un branco dei mammiferi.

Per partecipare, i cacciatori devono avere un certificato di formazione ufficiale che li abilita all’uccisione degli animali. Un’usanza che a noi continua a non piacere nella maniera più assoluta.

A cura di Germana Carillo - GreenMe.it