Lucciole a rischio estinzione, l’uomo inquina e distrugge il loro habitat: il futuro del mondo sarà dunque più buio?

Per salvaguardare questo speciale coleottero è indispensabile salvaguardare le mangrovie

Lucciole a rischio estinzione, l’uomo inquina e distrugge il loro habitat: il futuro del mondo sarà dunque più buio?
di R.Z.

Ci comportiamo quasi fossimo i padroni del mondo, incuranti del fatto che ogni nostra azione avrà delle ripercussioni gravi su tutte le specie esistenti, e anche sulle nostre stesse vite. Inquiniamo l’aria che respiriamo, sterminiamo una moltitudine di specie animali in nome del progresso e distruggiamo i polmoni verdi del pianeta in risposta alle esigenze delle lobby. Ma il conto prima o poi arriverà, e non è detto che la nostra specie sia a quel punto in grado di pagarlo. L’ultima notizia battuta dai media di tutto il mondo riguarda l’imminente estinzione delle lucciole. Molti di noi non le hanno mai viste, ma alcuni decenni fa era normale, per chi si avventurava di notte nei campi poco distanti dai centri abitati, vederne svolazzare una moltitudine. Il corpo di questi speciali coleotteri ha la capacità di accendersi grazie al fenomeno della bioluminescenza, ma ora l’operato dell’uomo potrebbe oscurarne il futuro per sempre. Stando a quanto annunciato da un team di ricercatori della Tufts University (USA), che ha effettuato una ricerca in collaborazione con l'International Union for the Conservation of Nature (IUCN), questi affascinanti insetti sarebbero a rischio estinzione. Tra le cause principali la perdita degli habitat, l’inquinamento luminoso e l’uso massiccio dei pesticidi.

Tenere accesa una luce, anzi, le lucciole, è ancora possibile, ma è necessario un impegno da parte di tutti. La prima cosa da fare, evidenziano gli esperti della Tufts University, è salvaguardare le mangrovie. La perdita dell'habitat naturale è infatti un problema comune a diverse specie di fauna selvatica. “Non è stata una sorpresa scoprire che anche per le lucciole la perdita dell’habitat rappresenta la minaccia maggiore”, evidenzia la professoressa Sara M. Lewis, ricercatrice presso la Tufts University e capo dello studio. Non a caso, quando le mangrovie della Malesia sono state sradicate per far spazio alle piantagioni di palme da olio e agli allevamenti di acquacoltura, la popolazione della  Pteroptyx tener ne ha risentito tanto da ridursi ai minimi storici.

Di fondamentale importanza anche la riduzione dell’inquinamento luminoso, seconda causa responsabile della scomparsa delle lucciole. “Oltre a interrompere il bioritmo naturale - spiega Avalon Owens, uno degli autori dello studio - l'inquinamento luminoso confonde i rituali di accoppiamento delle lucciole”. Molte specie di lucciole utilizzano infatti la bioluminescenza per attrarre il proprio partner, e la presenza di troppa luce artificiale potrebbe interferire con il corteggiamento. “L'obiettivo di noi ricercatori - conclude Sonny Wong, ricercatore impegnato nello studio ed esperto della Malaysian Nature Society - è far sì che questi insetti continuino a illuminare le nostre notti per ancora molto, molto tempo”.