Dal 1990 ad oggi livello del mare su di 1,8 centimetri: si è realizzato il peggior scenario previsto dall’Ipcc

E’ lo scioglimento dei ghiacciai a dare il contributo maggiore. L’attuale previsione è ancor più drammatica: a fine secolo 17 centimetri in più e raddoppio del rischio di inondazioni costiere

Dal 1990 ad oggi livello del mare su di 1,8 centimetri: si è realizzato il peggior scenario previsto dall’Ipcc
di GreenReport.it

Secondo lo studio “Ice-sheet losses track high-end sea-level rise projections”, appena pubblicato su Nature Climate Change da Thomas Slater e Anna Hogg dell’università di Leeds e da Ruth Mottram del Danmarks Meteorologiske Institut, dagli anni ’90  ad oggi, le banchise e le calotte glaciali in Groenlandia e in Antartide, i cui tassi di scioglimento sono in rapido aumento, hanno fatto innalzare il livello globale del mare di 1,8 cm e purtroppo questo corrisponde ai peggiori scenari di riscaldamento globale previsti dall’Intergovernmental panel on climate change  (Ipcc). I ricercatori britannici e danesi dicono che «Se si continua con queste velocità, entro la fine del secolo le calotte glaciali dovrebbero innalzare il livello del mare di altri 17 cm ed esporre altri 16 milioni persone alle inondazioni costiere annuali.

Da quando, negli anni ’90, le calotte glaciali sono state monitorate per la prima volta, lo scioglimento dall’Antartide ha fatto salire il livello globale del mare di 7,2 millimetri, mentre quello della Groenlandia ha contribuito con 10,6 mm. E le ultime misurazioni dimostrano che gli oceani del mondo aumentano di 4 mm ogni anno. Slater sottolinea che «Sebbene avessimo previsto che le calotte glaciali avrebbero perso quantità crescenti di ghiaccio in risposta al riscaldamento degli oceani e dell’atmosfera, la velocità con cui si stanno sciogliendo è aumentata più rapidamente di quanto avremmo potuto immaginare. Lo scioglimento sta superando i modelli climatici che utilizziamo per orizzontarci e rischiamo di essere impreparati ai rischi rappresentati dall’innalzamento del livello del mare».

Gli autori dello studio avvertono che «Le calotte glaciali stanno perdendo ghiaccio al ritmo previsto dagli scenari di riscaldamento climatico peggiori nell’ultimo ampio rapporto dell’IPCC». E la Hogg ricorda che «Se le perdite delle calotte glaciali continuano a seguire i nostri scenari di riscaldamento climatico peggiori, dovremmo aspettarci un aumento aggiuntivo di 17 cm del livello del mare solo dalle banchise di ghiaccio. E’ sufficiente per raddoppiare la frequenza delle inondazioni da mareggiate in molte delle più grandi città costiere del mondo».

Finora, i livelli globali del mare sono aumentati in gran parte a causa dell’espansione termica che fa sì che il volume dell’acqua di mare si espanda man mano che si riscalda. Ma negli ultimi 5 anni, lo scioglimento del ghiaccio dalle calotte polari e dai ghiacciai di montagna ha superato il riscaldamento globale marino come causa principale dell’innalzamento del livello del mare. La Mottram, conclude: «Non sono solo l’Antartide e la Groenlandia a causare l’innalzamento dell’acqua. Negli ultimi anni, migliaia di ghiacciai più piccoli hanno iniziato a sciogliersi o a scomparire del tutto, come abbiamo visto con il ghiacciaio Ok in Islanda, che è stato dichiarato “morto” nel 2014. Ciò significa che lo scioglimento dei ghiacci è ora diventato il principale contributore dell’innalzamento del livello del mare».

A cura di GreenReport.it

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