La strage silenziosa dei pettirossi, uccisi illegalmente ogni anno per la ‘polenta con osei’

La strage silenziosa dei pettirossi, uccisi illegalmente ogni anno per la ‘polenta con osei’
Foto facebook @centrofaunaselvaticailpettirosso
di GreenMe

Piccoli, fragili e indifesi, i pettirossi volano per centinaia di chilometri per svernare in Italia e nonostante siano una specie protetta dalla legislazione vigente, ogni anno migliaia di esemplari vengono uccisi illegalmente per finire in un piatto tradizionale del nord, la “polenta con osei”.

Il Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso, che ne ha recuperati moltissimi grazie alle segnalazioni del CABS, avverte sulla propria pagina Facebook:

“Quando sentite cantare un pettirosso, ricordatevi anche di loro che non potranno più farlo, a causa della vigliaccheria dall’essere umano… Grazie ai Carabinieri Forestali ed i Volontari si contrasta questa strage nelle valli bresciane, ma no solo li, purtroppo.”

Eppure c’è chi continua a cacciarli senza scrupolo tant’è che il pettirosso potrebbe diventare, di questo passo, un animale a rischio di estinzione. Accade perché, come spiega Uccellidaproteggere, è frequente vittima di uccellagione e bracconaggio, soprattutto nel nord-est dell’Italia. E non è l’unico, purtroppo.

Nell’ultimo mezzo secolo, secondo un’analisi pubblicata su Science, il numero di uccelli in Europa, Canada e Stati Uniti è diminuito di 3 miliardi, con una perdita di esemplari del 29%. Non stiamo parlando di esemplari rari ma di specie comuni, cosa ancora più grave visto che l’impatto sull’ecosistema, in questo caso, è maggiore. Tra le cause principali, oltre al bracconaggio, i cambiamenti climatici e l’uso di pesticidi.

Inoltre, in Italia, tra i principali obiettivi dei bracconieri ci sono proprio gli uccelli: basti pensare che ogni anno circa otto milioni di esemplari restano vittime di trappole e fucili. E questo nonostante la fauna selvatica sia considerata “patrimonio indisponibile dello Stato” e sia “tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale”.

GreenMe.it