Emergenza siccità, Italia a rischio razionamento diurno dell’acqua

E in 10 comuni del Trentino l’emergenza è già entrata nel vivo, con il blocco delle forniture dalle 6 del mattino fino alle 23. Vietato poi il consumo di acqua per innaffiare orti e giardini, il lavaggio di veicoli e il riempimento di vasche, piscine e fontane ornamentali

Foto Shutterstock
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TiscaliNews

Manca ancora una dichiarazione ufficiale del Governo, ma di fatto l’Italia è nel pieno di una emergenza idrica senza precedenti. I cambiamenti climatici da un lato, con un abbassamento dei livelli di tutti i corsi d’acqua, e la guerra in Ucraina dall’altra, che costringe le istituzioni a dover scegliere se servirsi della preziosa risorsa per l’uso civile o per la produzione di energia, fa scattare l’allarme un po’ in tutte le Regioni. Non si può escludere "il razionamento diurno dell'acqua", ha evidenziato il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, intervistato da Sky Tg24.

"In alcune zone del Paese non è sicuramente escluso il fatto che il razionamento dell'acqua porti a una chiusura temporanea anche nelle ore diurne - ha detto Curcio -. Bisognerà capire i segnali metereologici delle prossime settimane. Avremo anche dei momenti in cui l'acqua arriverà e probabilmente arriverà tutta insieme". "I criteri li stiamo definendo con le Regioni e soprattutto le misure. Penso nelle prossime giornate, al massimo prossime settimane avremo chiare le misure e potremo fare la dichiarazione dello stato di emergenza".

"Siamo a 40-50% di quantità di acqua piovuta in meno rispetto alle medie degli ultimi anni - ha detto Curcio - e fino al 70 per cento di neve in meno". E il Po ha una portata "sino all'80 per cento in meno". Ma la carenza d’acqua è ormai evidente e inizia a farsi sentire anche negli acquedotti del Trentino. La carenza di precipitazioni ha portato dieci Comuni della Vallagarina a disporre limitazioni nell'utilizzo dell'acqua.

I primi divieti

A Pomarolo, riporta il quotidiano l'Adige, l'uso dell'acqua potabile dagli acquedotti di Pomarolo, Savignano e Serbia è consentito solo di notte, dalle 22 alle 6 del mattino. A Brentonico è vietato il consumo di acqua per innaffiare orti e giardini, il lavaggio di veicoli e il riempimento di vasche, piscine e fontane ornamentali. A Nogaredo già da fine maggio l'uso di acqua per necessità non domestiche è consentito solo tra le 8 e le 10 e tra le 21 e le 23.

A Terragnolo è vietato usare l'acqua delle fontane pubbliche per usi non domestici e potabili. A Ronzo Chienis dal 21 giugno è sospesa la fornitura di acqua potabile tra le 23 e le 6. A Vallarsa è stata disposta la chiusura delle fontane pubbliche e la limitazione dell'uso di acqua potabile agli usi domestici. A Isera sono vietati "prelievi anomali dagli acquedotti". I sindaci dei Comuni di Villa Lagarina ed Ala raccomandano di evitare gli sprechi, mentre a Trambileno sono attesi provvedimenti per fronteggiare la carenza d'acqua negli acquedotti.

Riciclo acqua della pasta e paglia, il vademecum di Coldiretti

Dal riciclo dell'acqua di cottura alla paglia isolante, ci sono dei piccoli accorgimenti per consumare meno acqua in un momento di siccità e salvare orti e piante in vaso. Li suggerisce Coldiretti che con i tutor del verde di Campagna Amica ha elaborato un vademecum. "In un momento di gravissima emergenza è necessario che le risorse idriche vengano concentrate sull'uso umano e su quello agricolo", sottolinea l'organizzazione. Per innaffiare, una buona soluzione può essere il riutilizzo dell'acqua di cottura di pasta, riso o verdure; ma per mantenre la terra dei vasi umida è importante 'pacciamarla', cioè ricoprirla con della paglia che rilascerà anche sostanze benefiche e favorirà la biodiversità del suolo.

Va bene anche un sistema d'irrigazione a goccia fai da te (riempire una bottiglia di acqua e chiuderla con il tappo dove andrà fatto un piccolo buco poi capovolgerla e posizionarla sul suolo) ma esistono anche appositi gel trattieni acqua per il lento rilascio. Per chi può farlo resta sempre valido il consiglio di innaffiare la sera così da ottimizzare il volume di acqua utilizzato che non evapora subito a causa dell'irraggiamento solare.

"Se in passato erano soprattutto i più anziani a dedicarsi alla coltivazione dell'orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna adesso - sottolinea la Coldiretti - la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani. Un fenomeno sostenuto dal lavoro delle 27mila imprese, con circa 200mila addetti e 30mila ettari coltivati, impegnate nella filiera del florovivaismo tricolore, un'eccellenza del Made in Italy dal valore di oltre 2,57 miliardi di euro".