Dietrofront sulla pesca ai ricci di mare, la Sardegna sospende la moratoria approvata a fine anno

Polemico il Gruppo d’Intervento Giuridico odv (Grig): “I pescatori hanno ragione ma il riccio di mare è in via di rapida rarefazione, in particolare nei mari sardi”

Foto Shutterstock
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di GreenReport.it

Il Consiglio regionale della Sardegna  ha approvato con procedura d’urgenza in sede legislativa la sospensione della moratoria della pesca dei Ricci di mare (art. 13, commi 47° e 48°, della legge regionale Sardegna n. 17/2021) fino al prossimo 15 aprile, accogliendo così le proteste dei pescatori di ricci di mare. La  vicepresidente della Regione, Alessandra Zedda, ha spiegato così la decisione: «Il confronto con le associazioni in commissione è stato costruttivo e ha fatto emergere tutto ciò che è stato detto in quest’Aula si mantiene la ricerca, si combatte l’abusivismo e si cerca di rigenerare la specie. Infine, allungare la stagione e dare alle famiglie la possibilità di non interrompere la loro fonte di sussistenza credo sia stato un atto di grande responsabilità da parte di questo Consiglio».

Il commento del Gruppo d’Intervento Giuridico odv (Grig) è caustico: «E’ Carnevale, anche se purtroppo ben poco si vede, perché la perdurante pandemia di coronavirus Covid-19 ha dissolto gran parte del clima e delle tradizioni». A ristabilire le tradizioni ci sarebbe propri la decisione della Regione Sardegna che il Grig ritiene evidentemente carnevalesca: una moratoria interrotta pochi mesi dopo che era stata dichiarata.

Ma l’associazione ambientaliste evidenzia anche che non si può dar torto ai pescatori di ricci: «Questi ultimi non han visto partire nessuno dei programmi lavorativi alternativi (coinvolgimento nella ricerca scientifica, raccolta della plastica rinvenuta in mare, ecc.) né sono pervenuti gli indennizzi previsti. Finora lettera morta quanto previsto dalla deliberazione Giunta regionale n. 50/27 del 28 dicembre 2021 (+ allegato, Direttive di attuazione del fermo di pesca del Riccio di mare, Paracentrotus lividus), annunciato con enfasi dall’Amministrazione regionale Solinas. Allora, con le consuete serietà ed efficienza che da sempre contraddistinguono la Giunta Solinas, è stato coinvolto il Consiglio regionale per sospendere la moratoria e terminare la stagione di pesca.In fondo, che male c’è?»

E invece, come fa notare lo stesso Grig, il problema c’è ed è grosso

«Come ben noto, il riccio di mare (Paracentrotus lividus) è in via di rapida rarefazione, in particolare nei mari sardi a causa del pesante prelievo a fini gastronomici, tant’è che sempre più ristoratori, giustamente, li escludono dai propri menù. Imperversa, poi, il prelievo abusivo e non si contano i sequestri da parte delle Forze dell’ordine e, dalle indagini, emergono anche pericolose forme di associazioni a delinquere e di mercato nero».

Intanto, proprio la Sardegna è all’avanguardia nello studio per l’allevamento di ricci ma le iniziative sono ancora in fase sperimentale.

Secondo il Gruppo d’Intervento Giuridico, «La situazione è davvero grave e necessita forti misure di salvaguardia, quantomeno la sospensione della raccolta dei ricci per almeno tre anni. Nel dicembre 2019 ben 7.089 cittadini con la petizione popolare per una moratoria della pesca dei Ricci di mare promossa dal Grig  avevano chiesto a gran voce ai Ministri delle risorse agricole e dell’ambiente e all’Assessore regionale dell’agricoltura una moratoria di tre anni della pesca dei Ricci di mare, monitoraggi marini e provvedimenti di sostegno ai pescatori temporaneamente impossibilitati alla pesca. La legge regionale Sardegna n. 17/2021 aveva accolto la richiesta e previsto una moratoria triennale della pesca che si è rimangiata nemmeno un anno dopo.

«E chi se ne frega – conclude il Grg – tanto si può dire e approvare tutto e il contrario di tutto. E i Ricci di mare, così continuando, diventeranno un sempre più sbiadito ricordo per i mari sardi. Rinnoviamo con ancor più energia l’appello a non mangiare ricci di mare, nessun Riccio nel nostro piatto!».

A cura di GreenReport.it