Il "pesce dell'Apocalisse" riemerge dagli abissi: l'enigma del mare che inquieta e affascina
È il pesce che secondo le leggende annuncia catastrofi, ma per gli scienziati racconta un’altra verità: quella di un oceano che sta cambiando.
Una creatura lunga e sottile, dal corpo argenteo e la pinna rossa cremisi: così è apparso il leggendario oarfish, il “pesce dell’Apocalisse”, avvistato di recente al largo di La Jolla Cove, in California. L’esemplare, lungo circa quattro metri, è stato filmato da un gruppo di snorkeler e kayakisti, evento eccezionale per una specie che vive normalmente a oltre 1000 metri di profondità. Dal 1901 a oggi, solo una ventina di avvistamenti sono stati registrati lungo le coste del Pacifico.
Tra mito e scienza
Nelle leggende giapponesi e filippine, l'oarfish era considerato un presagio di terremoti o disastri naturali, da cui il suo inquietante soprannome. Gli scienziati, però, spiegano che la sua comparsa in superficie è più probabilmente legata a correnti anomale o variazioni di temperatura e salinità che lo disorientano. Studi recenti indicano che questi pesci potrebbero risalire quando gli strati profondi dell’oceano subiscono cambiamenti dovuti al riscaldamento globale, rendendoli così sentinelle inconsapevoli delle mutazioni ambientali.
Un simbolo della fragilità marina
Oggi l'oarfish è diventato un simbolo di meraviglia ma anche di allarme: la sua riapparizione ci ricorda quanto ancora ignoriamo sugli ecosistemi oceanici e su come le nostre azioni influenzino perfino le specie abissali. Le fotografie — molte delle quali ora disponibili in pubblico dominio grazie a NOAA e Wikimedia Commons — mostrano un animale tanto reale quanto leggendario, la prova vivente che la natura conserva ancora i suoi segreti più antichi.

















