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Mutazioni inaspettate, a Chernobyl le raganelle cambiano colore. Ecco come sono diventate per proteggersi dalle radiazioni

Un processo del genere, a detta degli scienziati, avrebbe richiesto milioni di anni ma le specie che si trovano a vivere nelle aree ancora contaminate si sono dovute adattare rapidamente

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Foto Germán Orizaola
Foto Germán Orizaola

Chernobyl è popolata da creature mutanti. Detta così potrebbe apparire come l’incipit di un film fantascientifico di basso livello, eppure questa è la notizia diffusa dai ricercatori Pablo Burraco e Germán Orizaola, dell'Università di Uppsala (Svezia). I due scienziati, che nel 2016 hanno effettuato una visita delle aree limitrofi al luogo del disastro, si sono imbattuti in strane rane di colore nero. La cosa attirò fin da subito la loro attenzione. Il colore nero, infatti, è dovuto alla melanina che l’organismo delle rane ha prodotto come  schermo protettivo contro le radiazioni ionizzanti presenti in grande quantità a Chernobyl.

Foto Pablo Burraco

Le raganelle, appartenenti alla specie nota con il nome scientifico Hyla orientalis, avrebbero dovuto avere il classico colore verde brillante, ma si sono adattate per sopravvivere alle condizioni per loro estreme. Un processo del genere, di solito, richiederebbe milioni di anni, ma le piccole rane non avevano tutto questo tempo per adattarsi. Qualcosa del genere è già capitato nella storia recente: durante la Rivoluzione industriale le falene di Londra divennero improvvisamente scure per adeguarsi alle condizioni estreme dovute all’inquinamento da smog.

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Lo studio condotto da Burraco e Orizaola si è protratto per circa 3 anni e ha messo a confronto le “raganelle di Chernobyl” con altre, della stessa specie, che vivono però in diverse zone dell'Ucraina. Il risultato dell’indagine, che ha portato al confronto genetico di oltre 200 esemplari di Hyla orientalis, conferma che la colorazione è dovuta esclusivamente agli elevati livelli radioattivi.

Foto Germán Orizaola

Inoltre è stato appurato che il legame tra radioattività e colore non dipende dagli attuali livelli di radioattività ma da quelli immediatamente successivi all’incidente. L’evoluzione delle raganelle che popolano l’area contaminata è stata pertanto spinta al massimo, una sorta di “evoluzione iper accelerata” resa possibile dalla forte pressione subita da migliaia di esemplari di raganella che, dal 1986, e per gli anni successivi, hanno vissuto nelle zone estremamente contaminate da radioattività.

Riferimenti
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