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La Francia accelera sul nucleare e trascina l'Europa nella sua folle crisi. Greenpeace: "Sono i somari delle energie rinnovabili"

Si tratta di un grande diversivo costruito dall’Alleanza nucleare. E Greenpeace accusa: “E’ in atto un vero e proprio sabotaggio climatico”

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
La Francia accelera sul nucleare e trascina l'Europa nella sua folle crisi. Greenpeace: 'Sono i...

Mentre traffica con russi e ungheresi, per scongiurare sanzioni da parte dell’Unione europea nei confronti del nucleare russo, la Francia tenta di abbreviare i tempi sul disegno di legge d'accélération du nucléaire, approdato all’Assemblée nationale per il voto finale dei deputati e Réseau “Sortir du nucléaire”. Un atto che Greenpeace France condanna, accusando il governo francese di voler rilanciare il nucleare di superficie nonostante a livello globale vi siano degli imperativi climatici ai quali lei stessa sostiene di voler conseguire.

Il testo è stato contestato dagli ambientalisti

La legge, infatti, rimuove “tutte le tutele che attualmente consentono di limitare la produzione di energia elettrica nucleare”. Stando al testo definitivo la legge consentirà di rimuove il tetto alla produzione di elettricità da nucleare e anche la riduzione del 50 per cento alla quota nucleare del mix elettrico totale. Anche la chiusura di 14 reattori nucleari dalla futura Programmation Pluriannuelle de l’Énergie (PPE) è stata cancellata definitivamente. Ciò impedirà qualsiasi dibattito democratico sulla delicata materia. Il governo vuole pertanto rilanciare il nucleare, con la costruzione di nuove centrali nucleari.

“Brandita in nome dell’emergenza climatica – denuncia Greenpeace -, questa legge è di fatto una questione di procrastinazione climatica”. Secondo l’IPCC è essenziale dimezzare le emissioni globali di gas serra entro il 2030, ma nessun nuovo reattore potrà contribuire al raggiungimento dell’obiettivo, visti i tempi di realizzazione che oscillano tra i 15 ei 20 anni. Di fatto è lo stesso governo che ammette l’inutilità di questa strategia che, evidentemente, ha altri obiettivi: il primo nuovo reattore nucleare francese non entrerà in servizio prima del 2036, ma tanti già sostengono che ciò non potrà avvenire prima del 2040.

E nel mentre l’industria nucleare fatica a gestire le attuali centrali, affette dal fenomeno della tensocorrosione, per molti aspetti ancora incomprensibile. Ma la Francia non vuole fermare la sua folle corsa, con esborso di ingenti investimenti che faranno la felicità di alcuni, ma non certo quella delle persone, tanto meno quella dell’ambiente.

“Questa legge – commenta amareggiata Pauline Boyer, campainer per la transizione energetica di Greenpeace France - è un’operazione diversiva per imporre obbligatoriamente il nucleare, mentre la lenta costruzione di reattori nucleari è il primo elemento di un lungo elenco che squalifica completamente questa energia come soluzione all’emergenza climatica. Guardare dall’altra parte mentre la casa brucia è proprio quello questo governo sta facendo”.

Il rilancio dell’energia nucleare, oltre ai problemi di sicurezza, solleva inoltre la questione dei conflitti attuali e futuri sull’uso dell’acqua. Il settore richiede infatti 15,3 miliardi di metri cubi d’acqua dolce all’anno, e senza di quella non è possibile raffreddare i reattori. Come si potrà farlo in un momento storico dove la siccità sta mettendo in crisi anche il settore alimentare? E’ vero ciò che dicono alcuni, gran parte dell’acqua usata negli impianti viene nuovamente immessa nei corsi d’acqua, ma dopo esser stata riscaldata e inquinata, con un impatto incalcolabile sulla biodiversità. “L’energia nucleare non è ecologica e non può quindi essere considerata come un’energia del futuro”.

Ma alla Francia evidentemente tutto ciò non interessa

Pur di raggiungere il folle obiettivo è disposta a trascinare nel baratro tutta l’Unione europea. Il 16 maggio la ministra della transizione energetica francese, Agnes Pannier-Runacher, ha accolto a Parigi la Commissaria Ue all’energia, Kadri Simson, e i rappresentanti di 15 Paesi pro-nucleari che si sono riuniti nell’ambito dell’“Alliance du nucléaire”, istituita su iniziativa della Francia per incoraggiare la cooperazione per la promozione del nucleare in Europa. Greenpeace urla a squarcia gola per denunciare il greenwashing in corso. Con il pretesto di lavorare per la transizione ecologica, la Francia fa di tutto per promuovere la sua industria nucleare che necessita di finanziamenti che può trovare soltanto grazie all’Ue, a discapito naturalmente degli obiettivi climatici. “La Francia non sta sabotando soltanto la sua transizione energetica – evidenzia Greenpeace -: sta cercando di trascinare l’Unione Europea nel grande diversivo nucleare”.

Anche l’Italia sta seguendo la Francia

Nel 2022 la Francia è riuscita a stringere un accordo con i Paesi pro-gas fossili, così da far rientrare il nucleare nell’elenco delle cosiddette energie di transizione. Il secondo passo è stato posato pochi mesi fa, quando Parigi ha convinto la Commissione europea a equiparare l’idrogeno a basse emissioni di carbonio, prodotto dall’elettricità nucleare, all’idrogeno rinnovabile prodotto da energia solare, eolica o idraulica. “Ogni euro investito nel nuovo nucleare - conclude Boyer, che definisce la Francia il ‘somaro delle energie rinnovabili’ - non sarà investito nella transizione energetica e nell’attuazione di misure concrete con un impatto nei prossimi 10 anni. La Francia, come l’Europa, deve fare il grande passo verso la sobrietà e l’efficienza energetica, e il massiccio sviluppo delle energie rinnovabili per uscire dai combustibili fossili. Qualsiasi deviazione da questo obiettivo, come la creazione di questa Alleanza nucleare, deve essere denunciata per quello che è: sabotaggio climatico”.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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