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L’emergenza climatica entra nel vivo, cosa sta accadendo lungo le coste di Miami, Houston e New Orleans

Nei prossimi anni molte aree costiere finiranno sott’acqua. La previsione avanzata da molti scienziati non solo è giusta, ma si sta verificando in questo preciso momento. Lungo la costa sud-orientale degli Stati Uniti e del Golfo del Messico il livello del mare è salito inaspettatamente di quasi 13 centimetri

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Foto Shutterstock
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Le condizioni climatiche del pianeta sono in rapida evoluzione. Neppure gli scienziati sembrano capire cosa stia realmente accadendo, e ancora meno sembrano consapevoli i governi, che spesso minimizzano la questione classificandola banalmente come “emergenza stagionale”, nulla di più. Eppure, i fenomeni estremi oramai sotto gli occhi di tutti, come anche i danni che tali mutamenti provocano al settore forse più importante, quello alimentare, dovrebbero farci preoccupare. Due nuovi studi condotti negli Stati Uniti potrebbero però destare il sonno di quanti, egoisticamente, facevano spallucce, ritenevano che i cambiamenti climatici fossero un problema altrui, al massimo delle prossime generazioni. Secondo gli scienziati, che hanno analizzato i dati degli ultimi decenni, la costa sud-orientale degli Stati Uniti e quella del Golfo del Messico, stanno già oggi subendo pesanti ripercussioni dovute all’innalzamento del livello dei mari. Gli esperti, dell’University of Arizona, hanno anche voluto andare a fondo alla questione, quantificando al millimetro, la gravità dell’emergenza. Miami, Houston e New Orleans, ma le città interessate dal problema sono tantissime, il mare avrebbe subito un aumento del livello di quasi 13 centimetri (circa il doppio della media annua registrata a livello globale, ossia 0,44 centimetri all’anno).

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L’emergenza climatica entra nel vivo

Le comunità più esposte ai rischi sono per ovvi motivi quelle costiere. Milioni di cittadini in tutto il mondo subiranno ripercussioni di notevole impatto, e non soltanto dal punto di vista economico. Per i ricercatori molte città costiere degli Stati Uniti meridionali stanno già sperimentando l’emergenza che, secondo altri scienziati, non avrebbe dovuto creare grossi problemi ancora per diversi anni. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della American Meteorological Society, e poi rilanciati dal Washington Post, evidenzia come gli scenari catastrofici ipotizzati qualche tempo fa sono già un’inquietante realtà, che va gestita adeguatamente e in modo tempestivo. Oltre a minacciare la sopravvivenza delle popolazioni che vivono lungo le coste, infatti, il livello del mare ha un forte legame con i violenti fenomeni temporaleschi.

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Urgente un'azione congiunta

L’aumento del livello del mare alimenta cicloni e uragani che risultano ultimamente sempre più devastanti. Basta pensare all’uragano Ian che, poco più di sei mesi fa, ha colpito la Florida causando morti e danni per oltre 113 miliardi di dollari. A detta degli scienziati, alla luce dei nuovi dati, il livello dei mari potrebbe aumentare di oltre 30 centimetri, e ciò avverrà entro il 2050.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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