Avete deciso di condividere la vostra casa con un gatto? Ecco i consigli che vi aiuteranno a comunicare al meglio

L'Ente nazionale protezione animali pubblica "Adotta un gatto", uno strumento per rispondere a tante domande che insorgono quando una famiglia decide di accogliere un felino

Avete deciso di condividere la vostra casa con un gatto? Ecco i consigli che vi aiuteranno a comunicare al meglio
di Animalidacompagnia.it

Come comunicare con il gatto? Per parlarci le “tigri di casa” utilizzano una complessa forma di linguaggio caratterizzata da una serie di suoni diversi tra loro e associati a particolari significati: miagolii, fusa e soffi principalmente. Inoltre, i gatti sono molto sensibili al linguaggio del corpo umano e al nostro tono di voce. Sono in grado di comprendere le emozioni che stiamo vivendo e persino di anticipare quello che andremo a fare. Ecco alcuni consigli su come comunicare con il gatto e comprendere cosa vorrebbero comunicarci:

Orecchie erette, sguardo in avanti e occhi tondi: gatto neutrale, curioso e non aggressivo.
Orecchie erette a lato, occhi inclinati: gatto arrabbiato.
Orecchie abbassate, pupille tonde e dilatate: gatto aggressivo.
Orecchie erette e in avanti, occhi aggrottati, pupille oblique: gatto felice.
Strofinamento testa o coda sulle gambe: gatto felice. Si sente bene vicino a te e ti sta marcando con il suo odore.
Massaggio sulle gambe: gioia intensa. Il gatto sta esprimendo il piacere che prova mentre prende il latte dalla madre (è lo stesso movimento che stimolava la produzione del latte della mamma).
Rotolamento a terra: gatto sicuro e rilassato. Lo fa solo con le persone di cui si fida completamente.
Agitare la coda: gatto infastidito. Generalmente questo gesto indica fastidio o eccitazione.
Marcare il territorio con urina e/o feci: è una forma molto utilizzata quando vivono un momento di stress o di forte emozione ed è considerato un modo per infondere paura per far fuggire gli intrusi.
Graffi: si tratta di un comportamento naturale ed è importante lasciare al proprio gatto lo spazio per potersi esprimere. E’ importante provvedere ad equipaggiare la casa con almeno un tiragraffi e, se ha la brutta abitudine di affilare le unghie nei posti sbagliati, si può dissuadere coprendo temporaneamente l’area con dell’alluminio o mettendo per terra bucce d’arancia (ai gatti non piace la sensazione o l’odore).
I miagolii, con le loro diverse sfumature, sono i segnali primari con cui il gatto cerca di comunicare con il suo padrone. I “miao” possono avere diversi significati: per richiamare l’attenzione, dire che hanno fame e vogliono mangiare o per manifestare il desiderio di uscire o di rientrare in casa.
Un altro suono che contraddistingue il linguaggio del gatto è senza dubbio quello delle fusa. Il gatto fa le fusa per comunicare uno stato di benessere o di soddisfazione. Comportamento precocissimo, i gatti già da neonati con le fusa dicono alla madre di stare bene. Questo sistema di comunicazione infantile permane per tutta la vita: il gatto quando è contento fa le fusa, che non sono sempre uguali, hanno sfumature e vibrazioni diverse a seconda degli individui e delle situazioni. Le fusa della madre sono i primi suoni che sentono i gattini e insieme ai gemiti di sofferenza sono il primo linguaggio che questi imparano.
Infine anche i “soffi” fanno parte del linguaggio del gatto. I gatti soffiano quando si sentono minacciati, o più semplicemente quando sono molto infastiditi. Tuttavia il gatto non utilizza solo la voce per comunicare con il suo padrone ma anche le zampe, la coda e la mimica facciale.

I consigli per imparare a comunicare con il proprio gatto si trovano nella guida gratuita “Adotta un gatto”, pubblicata da ENPA, l’Ente Nazionale Protezione Animale. “Adotta un gatto” (scaricabile gratuitamente al seguente link) è una piccola guida pratica per imparare a prendersi cura dei nostri amici gatti a 360°: preparazione della casa, sterilizzazioni, vaccini, igiene, comunicazione, viaggi, socializzazione e tanto altro.

A cura di Animalidacompagnia.it

Riferimenti