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Arriva un coniglio nano in casa, ecco tre cose da sapere

Quando decidiamo di ospitare in casa un coniglio, è importante prendere in considerazione alcuni fattori. Andiamo a vedere insieme quali sono i principali aspetti da tenere presente per accogliere al meglio questo piccolo animale da compagnia

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Foto Zoomiguana
Foto Zoomiguana

Nell’immaginario comune, per lo meno fino a pochi anni fa, il coniglio da compagnia era considerato il “coniglio nano” perché di piccola taglia, dall’aspetto più rotondo ed accattivante. In realtà, nano, medio o gigante che sia, il coniglio è comunque un’unica specie e la differenza è relativa solamente a pochi dettagli quali le dimensioni, la forma e la lunghezza delle orecchie, il colore del mantello e la lunghezza del pelo. Andiamo a vedere tre cose da sapere quando decidiamo di accogliere in casa il nostro coniglio nano (e non).

1. Taglia

C’è da precisare, inoltre, che a differenza del cane e del gatto, nel coniglio la razza influisce molto meno sul carattere dell’animale, rimanendo più che altro un fattore estetico. La gestione è la stessa indipendentemente dalla razza o dalla taglia solo che, ovviamente, i conigli di maggiori dimensioni necessitano di una gabbia e di una tana più spaziose e di quantità di cibo decisamente più consistenti.

2. Maschio o femmina?

È necessario sottolineare che il coniglio, maschio o femmina che sia, andrebbe castrato o sterilizzato entro il primo anno di vita, meglio ancora tra i sei e gli otto mesi, sia che si possieda un solo soggetto o più. Ciò si rende necessario per prevenire alcune malattie, come ad esempio lo sviluppo di patologie uterine, che per evitare problemi comportamentali che spesso rendono difficile la convivenza con il proprietario ma anche tra gli stessi conigli.

Infatti, il raggiungimento della maturità sessuale spinge l’animale a marcare il territorio, comporta lotte tra maschi (soprattutto in presenza di femmine), atteggiamenti sessuali insistenti rivolti al proprietario o agli oggetti e, inutile dirlo, il rischio di gravidanze indesiderate. Pertanto, è da sconsigliare la convivenza di conigli interi di entrambi i sessi, a meno che non si desideri ottenere nuove generazioni di coniglietti; a parte ciò, qualunque tipo di composizione sessuale, sempre considerando animali sterilizzati, sembra funzionare piuttosto bene.

3. Uno o più conigli in casa?

La risposta alla domanda “quanti conigli è meglio accogliere in casa?” è, sicuramente, “più di uno”! Si tratta, infatti, di una specie sociale che in natura vive in gruppo e pertanto, ove possibile, è sempre consigliabile acquistare od adottare almeno due conigli, meglio se provenienti dalla stessa cucciolata (e quindi già affiatati tra loro), ma questo non è un requisito vincolante in quanto, solitamente, anche soggetti di diversa età e provenienza possono imparare a convivere senza grossi problemi, l’importante è osservare alcune accortezze legate per lo più al sesso.

Per quanto il proprietario abbia tempo da dedicare al proprio animale, la compagnia di un suo simile e l’interazione reciproca non è certo sostituibile in alcun modo: il rapporto sociale tra consimili è la migliore forma di arricchimento ambientale ed è utile per l’equilibrio psicologico dell’animale. In conclusione: quando portiamo a casa il nostro coniglio nano (e non), è molto importante portarlo in visita per un controllo di routine e per discutere con il medico veterinario di tutti gli aspetti che riguardano la sua salute e il suo benessere.

A cura di Animalidacompagnia.it

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