I cani giovani potrebbero essere molto simili agli adolescenti umani

La fase di sviluppo corrisponde anche al periodo di picco nel quale vengono abbandonati dai loro proprietari

I cani giovani potrebbero essere molto simili agli adolescenti umani
di GreenReport.it

Molti proprietari di cani sanno che il loro cucciolo, perfettamente educato, intorno ai 6-12 mesi ha cominciato a diventare “difficile” e su Internet abbondano i consigli su come trattare i cani adolescenti, ma fino ad ora non esistevano prove scientificamente documentate di cambiamenti comportamentali nei cani durante la pubertà. Prove che per i giovani esseri umani invece sono ben descritte in studi come “Adolescent Development in Interpersonal and Societal Contexts”, pubblicato già nel 2006 sull’ Annual Review of Psychology da un team di ricercatori del Department of clinical & social sciences in psychology dell’università di Rochester, che dimostrano l’adolescenza è un momento vulnerabile per le relazioni figlio-genitore, con un aumento del conflitto tipico di questa fase. Esistono anche collegamenti tra i problemi comportamentali fase adolescente e la qualità della relazione figlio-genitore. I bambini che hanno rapporti insicuri con le figure dei genitori entrano prima nella pubertà e sono più conflittuali con i genitori durante l’adolescenza.

Lo studio “Teenage dogs? Evidence for adolescent-phase conflict behaviour and an association between attachment to humans and pubertal timing in the domestic dog”, pubblicato recentemente su Biology Letters da un team di ricercatori britannici guidato da Lucy Asher del Centre for behaviour and evolution della School of natural and environmental Sciences dell’università di Newcastle, conferma l’impressione di molti proprietari e allevatori di cani: durante la pubertà anche i migliori amici dell’uomo hanno una fase di passaggio di ridotta obbedienza verso i loro proprietari. Lo studio evidenzia anche un’affascinante interazione tra la pubertà nei cani e il tipo di attaccamento che il cane mostra nei confronti del proprietario.

Su The Conversation, la Asher e la sua collega Naomi Harvey spiegano che «Tutti i mammiferi (inclusi esseri umani e cani) attraversano un periodo di cambiamento noto come adolescenza, quando il bambino diventa adulto, sia dal punto di vista comportamentale che riproduttivo. La pubertà è il processo attraverso il quale gli animali diventano riproduttivamente maturi, con la maturità comportamentale che viene raggiunta molto più tardi, alla fine dell’adolescenza. L’adolescenza è un lungo periodo di cambiamento durante il quale parti del cervello giovanile vengono rimodellate in un cervello adulto. Durante questo periodo, il rimodellamento dei nostri circuiti neurali è guidato da drammatici cambiamenti ormonali e influisce direttamente sul comportamento. I cambiamenti comportamentali osservati negli adolescenti umani comprendono una ridotta capacità di controllare i loro impulsi e le loro emozioni, una maggiore irritabilità e comportamenti a rischio». Insomma, se pensate che i vostri figli-e adolescenti siano un po’ “pazzi”, non avete tutti i torti, ma vi siete dimenticati che alla loro età eravate un po’ “pazzi” anche voi.

Negli esseri umani il periodo di cambiamento adolescenziale inizia a 8 – 9 anni e termina intorno ai 25 anni, mentre la pubertà, che si verifica nel mezzo dell’adolescenza, è il periodo di tempo che più comunemente associamo all’essere “adolescenti”.

Essendo basata su meccanismi comportamentali e legami ormonali simili, la relazione proprietario-cane ha molte somiglianze con la relazione genitore-figlio, ma, come fanno notare  Asher e Harvey «Il periodo dell’adolescenza è uno dei periodi meno studiati per lo sviluppo del cane, con poche prove scientifiche raccolte su come il comportamento del cane viene influenzato in questo momento. Sulla base di ciò che sappiamo dello sviluppo neurologico nei mammiferi e del modo in cui l’adolescenza nelle persone influisce sulla relazione genitore-figlio, il nostro team ha ipotizzato che l’adolescenza del cane (che di solito inizia tra i 6 e i 9 mesi) potrebbe essere un momento vulnerabile perle relazioni proprietario – cane».

I ricercatori pensavano che la pubertà avesse un impatto particolare sulla dinamica proprietario-cane a causa dei desideri  contrastanti dei giovani cani di vivere con la propria famiglia umana e di cercare e riprodursi con altri cani.

Le due scienziate britanniche spiegano su The Conversation che «Seguendo un gruppo di cuccioli di cani guida durante il loro primo anno di vita, abbiamo studiato se, in alcuni modi specifici, le relazioni cane-proprietario si sarebbero svolte in parallelo con le relazioni genitore-figlio. Per fare questo, abbiamo usato i dati raccolti attraverso una combinazione di questionari comportamentali compilati da caregiver e formatori di 285 cani e test comportamentali con 69 di questi 285 cani».

I risultati dello studio evidenziano tre modi specifici in cui, durante l’adolescenza degli animali, le relazioni cane--proprietario rispecchiano quella delle relazioni bambino-genitore: «Siamo stati in grado di dimostrare per la prima volta che, durante la pubertà (all’età di circa otto mesi), i cani mostrano un aumento del comportamento di conflitto, caratterizzato da una riduzione dell’obbedienza. E’ importante sottolineare che questa ridotta obbedienza si vede solo nel modo in cui il cane si comporta nei confronti del proprio caregiver: i cani si sono comunque comportati bene con gli estranei nel test comportamentale e con i loro addestratori, come riportato dai questionari. Questa disobbedienza socialmente specifica può funzionare per testare la forza della relazione dei cani con il loro proprietari nel tentativo di ristabilire un legame sicuro».

Proprio come negli studi sull’adolescenza umana e le relazioni genitore-figlio durante quel periodo, i cani che avevano un rapporto più insicuro nei confronti del loro proprietario (caratterizzato nei cani da una maggiore quantità di attenzione che cercano e dal fatto che non amano essere lasciati soli) avevano meno probabilità di obbedire al caregiver durante pubertà. L’ultimo parallelo con la biologia umana è che le cagnoline sono andate “in calore” prima se avevano attaccamenti più insicuri ai loro proprietario.

Asher e Harvey concludono: «Questi risultati suggeriscono la possibilità dell’’influenza tra specie del legame uomo-animale sullo sviluppo riproduttivo negli animali e evidenziano l’adolescenza come un momento vulnerabile per le relazioni cane-proprietario. La cosa forse più importante da notare per i proprietari di cani è che questi cambiamenti comportamentali sono una fase di passaggio. Quando i cani avevano 12 mesi, il loro comportamento era tornato come prima della pubertà o, nella maggior parte dei casi, era migliorato. Nei cani, come nelle persone, sembra che esista un comportamento adolescenziale, ma non dura. Questo è qualcosa della quale ogni nuovo proprietario di cane è fondamentale che ne sia consapevole, perché purtroppo l’adolescenza è l’età di picco per l’abbandono dei cani o quando finiscono nei rifugi per animali. E’ anche estremamente importante che, in questo periodo, i proprietari non puniscano i loro cani per disobbedienza o inizino a staccarsi e disimpegnarsi da loro, poiché ciò potrebbe peggiorare il loro comportamento con problemi a lungo termine, come accade nelle persone».

A cura di GreenReport.it

Riferimenti