Il cane non è un bidone dell’umido, gli avanzi dei nostri pasti per Fido possono esser tossici

Tra i tanti proprietari c’è chi si affida alle sole crocchette, chi ai cibi umidi e chi invece preferisce un mix. Ma c’è anche chi, incautamente, scarica nella ciotola del proprio amico a quattro zampe tutto ciò che rimane a pranzo o a cena…

Foto Ansa
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di Roberto Zonca

Gran parte dello stato di salute dei nostri amici cani dipende dalla qualità del cibo che si sceglie di mettere nelle loro ciotole. Le sole attenzioni, coccole e gioco, non sono ovviamente sufficienti a garantirgli una vita lunga e lontana dai problemi. In tanti, considerando i gusti di Fido non diversi dai nostri, concedono al proprio cane dei pasti non idonei e anzi, persino potenzialmente pericolosi. I cani contrariamente a quanto diffuso nell’opinione popolare “non sono onnivori”, ma tuttalpiù li si potrebbe classificare come animali “carnivori facoltativi”: hanno le caratteristiche che definiscono i carnivori - sia a livello anatomico che fisiologico - ma sono capaci di digerire e in parte assimilare anche le sostanze nutritive come i carboidrati. Ciò non significa tuttavia che possiamo liberarci degli avanzi dei nostri pasti rovesciandoli direttamente nella ciotola di Fido.

La maggior parte dei proprietari di cani tende ad offrire al proprio amico a quattro zampe mangimi. La scelta ricade su questo alimento perché più pratico da conservare e mediamente in grado di fornire all’animale una nutrizione completa ed equilibrata. Ovviamente sul mercato esiste un ampia gamma di mangimi, e anche la qualità può cambiare a seconda del prodotto scelto. Andando a leggere le etichette nutrizionali noteremo che molti prodotti - specie quelli economici - contengono alte concentrazioni di carboidrati, inseriti appositamente per abbattere i costi di produzione. Dobbiamo in vece ricordare che la dieta perfetta per i nostro amico cane dovrebbe contenere grandi quantità proteine animali, e meno alimenti vegetali.

La scelta dei mangimi (crocchette secche o barattoli con cibo umido) risulta tuttavia preferibile alla “dieta degli avanzi”. Benché nei secoli di convivenza con l’uomo i cani siano riusciti ad evolvere il proprio gusto, fino a mangiare realmente di tutto, esistono delle sostanze che possono arrecare danni anche gravissimi ai nostri amici pelosi. Chi sceglie di nutrire il proprio cane con i resti dei propri pasti dovrebbe quanto meno conoscere  molto bene quali alimenti e sostanze possono provocare danni al proprio amico a quattro zampe. Di seguito un elenco – certamente non completo – degli alimenti che i cani “non possono mangiare”:

Verdure

I cavoli e, più in generale le crucifere, andrebbero evitate in quanto possono generare nei cani una forte flatulenza. Anche rafani e ravanelli provocano in Fido uno stato di malessere e, alle normali flatulenze, aggiungono forti bruciori a livello dello stomaco. Pomodori, melanzane e peperoni (solanacee) contengono poi una tossina che può provocare irritazione della mucosa orale, diarrea e vomito. La tossina responsabile dei problemi è la solanina, presente anche nei pomodori verdi e nelle patate crude o germinanti (sono ammesse quelle cotte ma vanno prima pelate in quanto nella pelle è sempre presente la solanina).

Anche aglio e cipolle (e in generale le liliacee) vanno escluse dalla dieta dei nostri cani. La loro assunzione provoca infatti la distruzione dei globuli rossi. I rischi maggiori si correrebbero con un’assunzione di oltre 5 grammi di aglio o cipolla per Kg di peso dell’animale.

Frutta

La frutta è indubbiamente l’alimento che, forse più di altri, Fido riesce ad elemosinare in casa. Il problema, in questo caso, non è dato dalla tossicità dell’alimento ma dal suo elevato contenuto di zucchero. Occasionalmente è comunque ammesso offrire al cane un poco di mela, pera o banana. Evitate tutti gli altri frutti perché alcuni, come ad esempio l’avocado o l’uva, possono essere persino letali. Gli avocado contengono infatti la persina, una tossina fungicida tossica per quasi tutti gli animali domestici: rientrano tra i sintomi di avvelenamento il respiro corto, l’idropisia addominale, la diarrea, il vomito e la tosse. L’uva, benché molti cani ne vadano pazzi, è ugualmente pericolosa. Bastano pochi acini per mettere in pericolo il nostro amico a quattro zampe. Tra i sintomi quelli più lievi sono vomito e diarrea. Nei casi più gravi apatia, perdita dell’appetito, variazioni dei valori ematici, disidratazione, oliguria, anuria e insufficienza renale: l’animale potrebbe persino morire.

Cibi salati

Il sale può essere pericoloso se assunto in quantità eccessive. Un consumo esagerato farebbe aumentare immediatamente la pressione sanguigna dell’animale, con potenziali rischi per i cani malati o semplicemente anziani, e causare danni seri anche ai reni. Ciò porta all’eliminazione di noci e noccioline salate e patatine. Sulle noci (noccioline, noci di macadamia, noci comuni, noci nere e qualsiasi altra tipologia) aggiungiamo che vanno sempre e comunque evitate. La loro assunzione può causare gravi problemi neurologici: tremori, crampi e convulsioni nervose.

La cioccolata

Questo alimento, benché apprezzato dagli umani, risulta estremamente tossico per i cani, perché contiene teobromina. Nel periodo delle feste le intossicazioni accidentali sono abbastanza comuni. Tra i segni di avvelenamento da cioccolato difficoltà respiratoria, perdita di coscienza, diarrea, vomito, febbre, crampi e irregolarità del battito cardiaco.

Ai proprietari il compito di vigilare, così da evitare spiacevoli inconvenienti. Nel caso in cui Fido fosse stato tanto furbo da eludere lo sguardo attento del proprio amico umano consigliamo di portarlo dal medico veterinario, ricordando che la tempestività è fondamentale.

Concludiamo con dire che esistono anche altri tipi di dieta destinate a Fido. Tra tutte la Barf (Biologically Appropriate Raw Food, ossia cibo crudo biologicamente appropriato) è probabilmente quella più interessante sotto tutti i punti di vista, ma scegliamo di affrontare il tema in un prossimo approfondimento.