Vermi intestinali nel cane e nel gatto: cosa sono e come prevenirli

L’infestazione da vermi intestinali è molto frequente nel cane e nel gatto. Alcuni di loro possono trasmettersi anche all’uomo. Per questo è importante proteggere al meglio sia il nostro amico a quattro zampe, sia noi stessi, da questi parassiti.

Foto Shutterstock
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di animalidacompagnia.it

L’infestazione da vermi piatti intestinali o cestodi è molto frequente nel cane e nel gatto. Per tale motivo è molto importante conoscere chi sono realmente questi parassiti e come proteggere al meglio sia il nostro amico a quattro zampe, sia noi stessi, dato che alcuni di loro possono trasmettersi anche all’uomo (zoonosi).

Cosa sono i vermi piatti

I cestodi sono parassiti piatti ermafroditi, caratterizzati da una testa (dotata di ventose e in alcune specie anche di uncini), che si attacca alla parete intestinale, e da un collo al quale è attaccata una catena di segmenti ciascuno dei quali è detto proglottide. Le proglottidi si generano continuamente dal collo e maturano progressivamente. Il ciclo biologico dei cestodi è molto simile tra le diverse specie, sebbene esistano le relative differenze.

I cestodi adulti si localizzano nell’intestino del cane e del gatto. Qui le proglottidi liberano le uova o perfino le intere proglottidi si staccano dalla catena di segmenti, in modo da essere rilasciate con le feci nell’ambiente circostante. L’uovo contiene una larva, che dopo l’ingestione da parte dell’animale migra per raggiungere il sito di elezione, l’intestino, chiudendo il ciclo biologico. Le principali specie di cestodi che infestano il cane e il gatto sono l’Echinococcus granulosus, Echinococcus multiocularis e il Dipylidium caninum. Se i primi due parassiti non superano i sette millimetri di lunghezza, il Dipylidium può raggiungere anche il metro!

Come si trasmettono i vermi intestinali

Il cane e il gatto sono gli ospiti definitivi di D. caninum, mentre gli ospiti intermedi sono pulci e pidocchi. Difatti, il nostro amico a quattro zampe può infestarsi se ingerisce questi ectoparassiti adulti o loro frammenti quando si lecca o si mordicchia. Naturalmente, il rischio di infestazione aumenta nei cani e gatti che vivono con altri soggetti infestati da ectoparassiti come pulci e pidocchi. Echinococcus granulosus e Echinococcus multiocularis sono due parassiti molto importanti in quanto responsabili di gravi zoonosi.

Il cane e il gatto si infestano ingerendo le larve contenute in carni e visceri degli ospiti intermedi come erbivori e piccoli mammiferi. Difatti i cani da pastore o i cani da caccia sono quelli a maggior rischio di infestazione da E. granulosus. Va però ricordato che qualunque cane che possa cibarsi di carcasse di animali potenzialmente infestate, magari al parco o nel bosco, è un soggetto a rischio.

Nell’uomo E. granulosus può causare l’echinococcosi cistica, una malattia molto grave. L’uomo funge da ospite intermedio del parassita e si può infettare toccando terra o vegetali contenenti le uova.

Quali sono i sintomi dei vermi intestinali

Soprattutto nel caso d’infestazione da D. caninum, i cani e gatti adulti possono essere asintomatici. Nel caso invece d’infestazione massiccia o negli animali giovani o deboli, si può avere perdita di peso, diarrea, vomito e prurito nella regione anale (D. caninum). Inoltre, il proprietario può notare nelle feci o nell’area attorno all’ano del proprio pet delle piccole formazioni bianche, simili a chicchi di riso. Queste non sono altro che le proglottidi che si sono staccate dal parassita.

Prevenzione

La prevenzione è fondamentale per evitare che il nostro amico a quattro zampe entri in contatto con questi parassiti e si basa sul rispetto di alcune norme igienico-sanitarie e di profilassi veterinaria.

- Portare periodicamente il proprio cane e/o gatto dal veterinario per una visita di controllo e un esame delle feci;
- Utilizzare regolarmente antiparassitari contro gli ectoparassiti come pulci, zecche e acari;
- Applicare periodicamente un prodotto antiparassitario contro i vermi intestinali su indicazione del veterinario;
- Raccogliere sempre le feci con gli appostiti sacchetti e gettarli nei bidoni dei rifiuti;
- Evitare che il proprio animale ingerisca feci o terra contaminata, e predi roditori o altri micromammiferi;
- Lavarsi accuratamente le mani dopo aver raccolto le feci e/o pulito la lettiera.

A cura del dottor Stefano Corbetta – Animalidacompagnia.it