Piante ornamentali pericolose per cani e gatti, ecco quelle tossiche da evitare

È necessario essere ben informati per evitare spiacevoli inconveniente

Foto Shutterstock
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di animalidacompagnia.it

Il Covid non ha modificato solo le abitudini degli italiani, ma ha incentivato anche tutti quegli hobby che possono essere svolti tranquillamente tra le mura domestiche. La cura delle piante ornamentali è uno di questi “passatempi” molto in voga in questo periodo di pandemia. Passare il proprio tempo dilettandosi a potare, interrare e curare vegetali può essere uno svago rilassante per trascorrere qualche ora in maniera armoniosa. C’è però un “ma”! Molte piante contengono principi attivi tossici più o meno pericolosi per i nostri amati amici a 4 zampe. È necessario, quindi, essere ben informati riguardo la nostra nuova “distrazione” prima di introdurla in casa. Si possono chiedere informazioni al venditore, leggendo riviste o libri specializzati o meglio ancora interpellando il proprio medico veterinario di fiducia.

Attenzione a queste piante: sono tossiche

Anche l’arbusto apparentemente più innocuo può in realtà avere ripercussioni gravi sulla salute del nostro pet.

Stella di Natale & co.

La comunissima stella di Natale (Euphorbia pulcherrima nota anche come poinsettia) può dare problemi cardiaci, così come l’azalea, il rododendro, il mughetto e il narciso.

La calancola (Kalanchoe blossfeldiana) e il bulbo del ciclamino provocano soprattutto vomito e diarrea, anche di una certa entità (in base alla dose ingerita).

Le piante vietate a chi vive con un gatto

Chi possiede un gatto non dovrebbe mai avere in appartamento tulipani, gigli e liliacee. Queste piante sono in grado di indurre in poche ore, semplicemente con l’inalazione del polline, una grave insufficienza renale nella specie felina.

Il tronchetto della felicità

La dracaena (“tronchetto della felicità”), presente in molte case italiane, ha la capacità di “ripulire” l’aria dal benzene prodotto dal fumo delle sigarette e dal toluene usato come solvente. L’assunzione, però, delle foglie da parte dei nostri pet può determinare debolezza, depressione del sensorio, aumento della salivazione, vomito, diarrea e perdita dell’appetito.

Pericolosità diversa per cane e gatto

Il contatto della linfa e l’ingestione di filodendro (Philodendron), dieffenbachia, monstera, alocasia (detta “orecchio d’elefante”), anthurium e potos sono tossici per cane e gatto. Possono causare lacrimazione, infiammazione delle mucose buccali e della lingua (glossite), ipersalivazione, vomito, diarrea, coliche, grave dispnea respiratoria. Nel gatto, che risulta essere la specie più sensibile, è possibile riscontrare tremori, convulsioni, coma e morte. L’intossicazione nel cane ha invece generalmente un’evoluzione lenta, ma favorevole (8-10 giorni). Facciamo dunque nostro il detto di Socrate che recita: “esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l’ignoranza”.

A cura del dottor Luca Caputo