Integratori per animali da compagnia: le vitamine per cani e per gatti

Le vitamine per cani e per gatti sono i indispensabili nell’alimentazione casalinga, spesso carente di vitamine e minerali indispensabili. Attenzione però ai sovradosaggi.

Foto Shutterstock
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di animalidacompagnia.it

Dopo aver parlato in un articolo precedente dell’utilizzo degli integratori alimentari (o mangimi complementari) negli animali da compagnia, ora tratteremo le vitamine per cani e per gatti. Gli integratori, come abbiamo detto, hanno la funzione di supplire alle carenze minerali e vitaminiche delle razioni per gli animali da compagnia. Sono quindi indispensabili nell’alimentazione casalinga preparata dal proprietario basata sulla mescolanza di carni, cereali e verdure. Queste materie prime, soprattutto se sottoposte a cottura, infatti risultano spesso carenti di vitamine e minerali indispensabili per il cane e il gatto.

L’integratore serve quindi a bilanciare correttamente la dieta, in funzione dei fabbisogni nutritivi dell’animale. In questo articolo, in particolare, parleremo della componente vitaminica presente negli integratori. Delle vitamine si fa un gran parlare, ma spesso si conosce ben poco su di esse. Le persone in genere hanno su di esse una visione positiva che può essere espressa come “qualcosa che fa bene”. Questa convinzione è corretta o sbagliata? Quali sono le conseguenze che se ne possono trarre? Queste sono le domande cui cercheremo di dare una risposta.

Cosa sono le vitamine?

Il termine “vitamina” è stato coniato nel 1912. Prima erano ben conosciute le manifestazioni cliniche della loro carenza, ma poco o nulla si conosceva sul loro meccanismo di azione. Una delle prime segnalazioni di carenza vitaminica risale tuttavia addirittura al 2.600 a.C. e riguarda il beriberi. Questa malattia colpiva il sistema nervoso delle persone che si cibavano prevalentemente di riso brillato, privo di vitamina B1. Lo scorbuto, dovuto a carenza di vitamina C, era una malattia nota agli antichi Egizi fin dal 1.500 a.C.. Agli inizi di questo secolo si capì che esistevano fattori indispensabili alla vita presenti in piccolissime quantità in alcuni alimenti ed assenti in altri. La loro mancanza era in grado di provocare grandissimi scompensi organici e finanche la morte. A queste sostanze venne attribuito il nome di “vitamine”, che ricorda l’importanza per la vita. La loro presenza nella dieta è indispensabile a tutti gli esseri viventi.

Tuttavia, a seconda della specie e del momento fisiologico, gli organismi ne richiedono quantità differenti. La scoperta della possibilità di sintetizzare molte di esse e quindi di produrle a costi accettabili ne ha permesso un utilizzo diffuso, sia in campo umano che in campo animale.

L’impiego delle le vitamine per cani e per gatti

Gli studi scientifici condotti sui cani soprattutto, e in parte sui gatti, hanno contribuito non poco a risolvere i problemi nutrizionali di queste due specie. Questi studi hanno avuti risvolti importanti anche  per l’uomo. Un caso emblematico è quello della pellagra, grave malattia che colpiva popolazioni povere che si cibavano principalmente di polenta. Questa alimentazione era carente di vitamina B3 o niacina o PP (pellagra preventive factor). La dimostrazione che la somministrazione di lievito, ricco di questa vitamina, era in grado di prevenire la malattia nei cani. Questo ha permesso di intervenire efficacemente anche nell’uomo.

Molti altri esempi di patologie dovute a carenza di vitamine potrebbero essere portati, come quello del rachitismo (carenza di vitamina D), dell’oftalmia (carenza di vitamina A), ecc.

Attualmente l’impiego delle vitamine nei nostri animali domestici è ormai diffuso e le carenze conclamate sono sempre più rare. Prevalgono solo quelle subcliniche, insidiose e difficili da identificare. Al contrario esistono fenomeni di ipervitaminosi, dovuti all’eccessiva ingestione di alcune vitamine che tendono ad accumularsi nell’organismo.

L’integrazione di vitamine dei mangimi per cani e per gatti

Ogni vitamina possiede un suo meccanismo d’azione e, quando viene a mancare, dà luogo a manifestazioni tipiche. Esamineremo brevemente le manifestazioni principali dovute a carenze vitaminiche.

Disturbi patologici dovuti a carenze di vitamine liposolubili

Vitamina A: congiuntivite, opacità e ulcerazione della cornea, lesioni cutanee, rallentamento della crescita, maggior suscettibilità alle infezioni.
Vitamina D: rachitismo, specie nei cuccioli di grossa taglia.
Vitamina E: ipofertilità, problemi ai muscoli e al cuore, degenerazione dei testicoli.
Vitamina K: alterazioni dei processi di coagulazione con conseguenti emorragie.

Disturbi patologici dovuti a carenze di vitamine idrosolubili

Tiamina o vitamina B1: mancanza di appetito, disturbi neurologici, convulsioni, paralisi.
Riboflavina o vitamina B2: perdita di peso, debolezza, problemi cutanei.
Niacina o vitamina B3 o vitamina PP: problemi cutanei, perdita di appetito, turbe del sistema nervoso e dell’apparato digerente.
Acido pantotenico o vitamina B5: perdita e depigmentazione del pelo, accrescimento stentato, infiltrazione grassa del fegato.
Piridossina o vitamina B6: anemia, debolezza muscolare, problemi cutanei, disturbi neurologici e convulsioni.
Acido folico o vitamina B9: perdita di appetito, infiammazione della bocca e della lingua, anemia.
Cobalamina o vitamina B12: anemia e ritardato accrescimento.
Biotina o vitamina H: depigmentazione e perdita del pelo.
Colina o vitamina J: degenerazione e infiltrazione grassa del fegato.

Le ipervitaminosi: un problema dei nostri giorni

Tutte le vitamine del gruppo B (idrosolubili) vengono eliminate rapidamente dall’organismo.

Le vitamine liposolubili invece tendono ad accumularsi nel fegato, nel rene e in altri organi.

Un’assunzione eccessiva di queste ultime provoca perciò gravi scompensi.

Esempi comuni di ipervitaminosi (sovradosaggio) sono:

l’ipervitaminosi A provoca un rallentamento della crescita dei cuccioli. Nel gatto dà luogo a un progressivo irrigidimento del primo tratto della colonna vertebrale, molto doloroso;
l’ipervitaminosi D provoca una demineralizzazione ossea, zoppicature, fratture, deposizione di calcio a livello del cuore, del rene, dei grossi vasi sanguigni.

Come gestire le vitamine per cani e gatti

I mangimi completi contengono quote adeguate di vitamine e non richiedono quindi alcuna integrazione. Invece, le razioni casalinghe necessitano di integrazione. Alcune materie prime però sono molto ricche di alcune vitamine: il fegato contiene molta vitamina A; l’olio di fegato di merluzzo contiene molta vitamina A e vitamina D; i lieviti contengono molte vitamine del gruppo B. L’impiego di queste materie prime deve quindi essere oculato.

È ancora molto diffusa la convinzione che le vitamine siano in grado di risolvere un’infinità di problemi. E la credenza che quindi sia opportuna una loro somministrazione generosa. Invece, questo approccio superficiale può portare, come abbiamo visto, a gravi patologie. La consultazione del Medico veterinario e la scrupolosa applicazione dei dosaggi consigliati per gli integratori mettono al riparo dai rischi di sovradosaggio.

A cura della professoressa Giogia Meineri – Animalidacompagnia.it