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Animali d’affezione e coronavirus, in Cina un criceto potrebbe aver contagiato una donna

Mancano ancora delle evidenze scientifiche, ma le autorità di Hong Kong valutano di uccidere 2000 criceti

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Il negozio LittleBoss a Causeway Bay - Foto Shutterstock
Il negozio LittleBoss a Causeway Bay - Foto Shutterstock

Potrebbe essere una donna cinese la prima al mondo ad aver contratto la Covid-19 da un animale domestico. Benché manchino riscontri oggettivi, pur di evitare possibili focolai, le autorità di Hong Kong hanno deciso di uccidere oltre 2000 tra criceti, conigli, cincillà e porcellini d'India, finiti nella lista nera delle autorità sanitarie. La donna, che lavora in un negozio di animali, non sarebbe comunque l’unica ad aver sviluppato l’infezione. Nella città si sarebbe verificato un altro caso, e anche stavolta l’untore sarebbe un criceto appartenente al medesimo lotto di roditori provenienti dall'Europa. Gli animali, hanno fatto sapere le autorità locali, saranno sottoposti a tampone e, che siano o meno positivi, verranno comunque uccisi con l'eutanasia.

Probabile trasmissione dagli animali agli esseri umani

Nel caso della donna, evidenziano i medici, la prova della trasmissione virale interspecie sarebbe stata trovata dalle analisi genetiche. “Il sequenziamento del genoma del virus trovato nella donna, una 23enne dipendente del negozio di animali di Causeway Bay, ha rilevato che il tipo di genoma era quello che circolava in Europa e Pakistan - ha dichiarato una fonte al quotidiano South China Morning Post -. C'è una possibilità di infezione attraverso criceti importati dai Paesi Bassi, che anch'essi avevano anche quel tipo di genoma. Ecco perché è molto probabile che la trasmissione questa volta sia dagli animali agli esseri umani”.

L'appello delle autorità: "Non abbandonate gli animali per strada"

Oltre all’abbattimento dei malcapitati roditori le autorità cinesi hanno imposto un divieto assoluto di importazione di criceti. “Riteniamo che questi lotti rappresentino un rischio relativamente alto per la salute pubblica e per questo - ha commentato il dottor Leung Siu-fai, direttore del Dipartimento dell'agricoltura, della pesca e della conservazione – abbiamo nostro malgrado deciso di abbattere questi animali. Invitiamo tutti i proprietari di animali domestici a osservare una rigorosa igiene personale, maneggiando con cura i propri animali domestici, che siano essi criceti, gatti, cani o conigli”. Naturalmente le autorità confidano nel buonsenso dei propri cittadini, augurandosi che ognuno continui a prendersi cura dei propri animali senza abbandonarli per strada”.

La popolazione è stata invitata a contattare il dipartimento della salute, o un centro veterinaria, nel caso in cui un animale dovesse avere problemi di salute.

"Fermare sterminio", bufera a Hong Kong

La mobilitazione a difesa dei piccoli animali da compagnia, criceti in testa, è partita su Internet ed è stata rapida e veloce: fino a giovedì sera, appena 68 piccoli roditori erano stato consegnati al centro raccolta di Hong Kong per il loro abbattimento, in linea con la misura draconiana delle autorità sanitarie. Sui social, oltre all'esplosione di rabbia, sono stati postati i video dell'azione di disturbo, fatta soprattutto da giovanissimi, impegnati a strappare via ai proprietari gli animaletti con appelli disperati, fino all'ingresso della struttura di raccolta.

Il governo locale ha mobilitato anche il massimo esperto di virus di Hong Kong, Yuen Kwok-Yung, un microbiologo di fama mondiale, secondo cui la serie di infezioni legate ai criceti potrebbe contenere una nuova mutazione del virus. "Di fronte a queste molteplici incognite, se la diffusione nella comunità del virus mutato non viene fermata presto, potrebbe diffondersi a Hong Kong, sulla terraferma e all'estero, portando a un altro disastro", ha affermato Yuen, secondo cui il ceppo virale è potenzialmente uno di recente adattamento, con una mutazione nota come D427G.

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