Vermentino Docg, tutta la Gallura in un bicchiere: la ripartenza e le scommesse del comparto dopo il lockdown

Vermentino Docg, tutta la Gallura in un bicchiere: la ripartenza e le scommesse del comparto dopo il lockdown
Una vigna in Gallura (foto Marcello Chiodino)

La superstizione fa parte del mondo del vino. Dopo la tempesta del Covid-19, dunque, parlare di previsioni sarebbe incauto. Daniela Pinna, presidente del Consorzio di tutela del vermentino di Gallura Docg, tuttavia, non può nascondersi. «Parliamo però di un’annata particolare, sembra che il lockdown abbia risvegliato la natura. Prima della vendemmia la frutta era bellissima. Ci aspettiamo di abbinare un’ottima qualità anche alla quantità. L’anno scorso abbiamo avuto una qualità memorabile insieme a quantità più scarse» spiega Daniela Pinna. Nel 2017 si registrò una scarsa produzione, l'anno successivo una qualità mediamente bassa e l'anno scorso si fecero i conti con i danni derivati dalle gelate. Quest'anno, grazie anche alle favorevoli condizioni meteorologiche, si tornerà ai livelli del 2016. «Dopo il disastro del Covid ci siamo ripresi a livello commerciale, con la riapertura di ristoranti ed enoteche. La gente aveva voglia di tornare alla normalità. Stiamo lavorando bene soprattutto con il prodotto locale, i clienti vogliono vini del territorio, a chilometro zero, ci stiamo aiutando reciprocamente» aggiunge la presidente del Consorzio.

Daniela Pinna, presidente del Consorzio del Vermentino di Gallura

In questo senso il Vermentino è un po’ il simbolo di questa rinascita: rappresenta pienamente la Gallura e negli anni è stato fatto dal Consorzio un lavoro di valorizzazione del prodotto che lo rende conosciuto e apprezzato. «Il lockdown è stato un momento difficile. Dal 3 giugno, però, la Gallura ha cominciato a riprendersi. L’apertura ritardata di una settimana delle scuole in Sardegna ci concede l’opportunità di provare ad allungare la stagione, recuperando parte di quanto abbiamo perso a giugno» dice Daniela Pinna. Poi c’è il nuovo binomio con il Barolo. Vino e territorio, che uniscono il vermentino di Gallura con una eccellenza assoluta dell’enologia mondiale. Il Comune di Olbia, la Camera di commercio di Sassari e Promocamera, insieme al Consorzio di tutela, hanno accolto l’invito dell’associazione Collisioni per partecipare all’evento organizzato al Castello di Barolo, nelle Langhe, che ha visto protagoniste le migliori denominazioni vinicole e gastronomiche italiane. Alla Sardegna è stata dedicata la serata del primo agosto, con un gemellaggio tra il Vermentino di Gallura Docg e il Barolo Docg. «Abbiamo fatto una bellissima degustazione, nella quale si è promossa in modo convinto la nostra denominazione. Abbiamo tenuto alta e sventolato la bandiera della Gallura davanti a un’altra denominazione Docg di valore assoluto».

Secondo le quotazioni medie all'origine delle principali denominazioni italiane del vino, elaborate da Ismea e aggiornate al febbraio 2020, il Vermentino di Gallura è uno dei vini Dop (Doc e Docg) con una delle migliori performance di prezzo: 260 euro a ettolitro e un balzo del +10,3%. Un bel colpo e un premio per il lavoro del Consorzio. Soprattutto perché uno dei riferimenti statistici più seguiti dall’Ismea è quello del profilo internazionale di un vino, dell’incidenza degli investimenti su quel vitigno. La sua capacità di essere venduto fuori dal territorio di origine. E non appaia un paradosso che questo traguardo si raggiunga proprio grazie a quello stesso legame con il territorio. «Di vermentini nel mondo ce ne sono tantissimi, per distinguersi il nostro deve essere al 100% di questo territorio. Deve essere interamente prodotto in Gallura, dalla vigna, alla lavorazione del vino fino all’imbottigliamento e all’etichettatura» spiega ancora Daniela Pinna.