Tempio e il Limbara tra trekking e sviluppo sostenibile

Tempio e il Limbara tra trekking e sviluppo sostenibile
Il monte Limbara nel territorio di Tempio Pausania

Tempio Pausania è una città dalle origini antiche e ancora oggi rimane uno dei centri più importanti della Gallura. Mattone su mattone, il granito ha mutato la sua fisionomia originaria, diventando la “città di pietra”. Ma Tempio non si è mai dimenticata delle sue origini. A breve distanza dal centro si trova il Monte Limbara, che come una grande torre naturale si accende a contatto con il sole. Come a ricordarci che la natura va rispettata e protetta con tutti i mezzi. Perché solo così lei sa come restituire la sua bellezza.

Centrare gli obiettivi

Per questo, Tempio Pausania ha deciso di aderire alla quarta edizione di Festival dello Sviluppo Sostenibile, tenutosi dal 22 settembre all’8 ottobre. Un evento che non si tiene in un luogo specifico, ma si prefigge di raggiungere il maggior numero di partecipanti. Cittadini, imprese, istituzioni locali. Tutti uniti con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi di sostenibilità economica e ambientale descritti nell'Agenda 2030 dell'Onu. Il cambiamento è possibile solo se la scelta è condivisa e accettata da tutti. E per farlo vengono organizzati incontri, workshop ed eventi che vanno dalle presentazioni di libri, a delle vere e proprie escursioni.

Verso il Monte Limbara

Il trekking è infatti uno degli sport da praticare a Tempio Pausania. Questo per via dell’armonia con la natura, che ha permesso alla città di mantenere la sua identità intatta. Dentro il borgo ci sta la storia del paese (dal Centro storico fino alla moderna piazza Faber, creata da Renzo Piano in ricordo del cantautore genovese Fabrizio De André). Fuori c’è invece tutto un mondo da scoprire. Per questo dal 2 al 4 ottobre l’area montuosa gallurese è tornata al centro della scena. Al Cedap – Centro per la Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio, era in programma la mostra di Bruno Petretto “Nature permanenti”, un percorso che ha chiuso il ciclo di esposizioni artistiche sulla natura. Un tema preponderante che emerge attraverso i materiali (fibre vegetali, sostanze organiche), che come figure sanno raccontare perfettamente la forza di questo legame con l’uomo.

Uno scorcio del Limbara

Le escursioni

Il Festival è stata l’occasione perfetta per passare la giornata all’aria aperta. La sezione di Sassari del Club Alpino Italiano ha infatti incentrato la sua attività sulla divulgazione dei temi che guardano alla sostenibilità. Dopodiché, si è passati all’azione, con il supporto professionale dell’Associazione Adventure Inside. Per arrivarci, ci si serve della strada asfaltata che porta all’entrata del percorso, a Vallicciola. Da qui, è il sentiero del Monte Limbara a condurre le danze, mostrando una florida vegetazione attorno a sé. La ricchezza del Monte Limbara passa anche per le specie animali, dove è possibile osservare mufloni, volpi, lepri, e uccelli di ogni tipo come falchi, aquile reali e civette.

I percorsi

E non è tutto. Camminare (il Limbara si può percorrere anche in mountain bike) rappresenta un modo per liberarsi dallo stress, oltre ad aiutare il corpo a mantenersi attivo. La lunghezza del percorso da questo punto di vista aiuta. Il tempo non sembra passare mai, perché il pensiero è tutto rivolto al percorso. Un intreccio di strade sterrate che collegano Curadureddu (sentiero A), Vallicciola, (sentiero B) e Badu e Furru (Sentiero C) a Punta Bandiera. Non tutte, a dir la verità. Ma il legame tra loro è indissolubile. Accade a Fossu di lu Pisciaroni, che unisce il primo sentiero con il D, verso Vallicciola; o a Bucaticci, il punto di intersezione del percorso A con il sentiero F, che termina a Li Conchi. In un modo o nell’altro, le strade si intrecciano, e con esse, le loro storie.