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L’inaspettata scoperta sulle stelle marine che ha stupito i biologi, e ora si apre la caccia ad un insolito antenato

Gli echinodermi sono delle grandi teste che hanno perso le informazioni genetiche legate allo sviluppo del resto del corpo

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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La scoperta fatta da un team di biologi dell’Università di Stanford sulle stelle marine ha dell’incredibile. Gli scienziati hanno infatti rilevato che i moderni echinodermi che popolano i mari di tutto il mondo altro non sono che delle grandi teste prive di un corpo. Queste creature, tanto belle quanto ancora misteriose, diversamente dagli animali bilaterali, caratterizzati da un patrimonio genetico che consente lo sviluppo del tronco e della sezione per la coda, mancano invece dell'informazione necessaria per sviluppare gran parte della struttura corporea. Di fatto nel DNA delle stelle marine vi sono riferimenti per lo sviluppo della sola testa… La scoperta, descritta in un articolo pubblicato sulle pagine di Nature, è stata possibile grazie al sequenziamento del codice genetico di diverse specie di stelle marine, tra le quali la specie nota come Patiria miniata.

Ribaltate le convinzioni scientifiche

Lo studio ha portato il team di ricercatori a dover rivalutare completamente le proprie convinzioni scientifiche, ritenute ormai certezza e ampiamente condivise nei corsi di laurea di biologia e scienze naturali. Andando ad effettuare dei test, e sequenziando il materiale genetico di una moltitudine di esemplari, i biologi hanno dimostrato l’assenza di errori di valutazione, e che in effetti gli echinodermi non sono altro che "delle grandi teste, prive però di un corpo".

Per secoli i naturalisti si sono interrogati sull'origine embrionale (e cellulare) dei tessuti che formano le stelle marine che, diversamente da vermi e pesci, quando ancora sono degli embrioni, non distinguono la parte anteriore da quella posteriore del corpo. “Il modo in cui le diverse parti del corpo degli echinodermi si collegano a quelle che vediamo in altri gruppi animali è stato un mistero per gli scienziati - ha spiegato il dottor Jeff Thompson, uno dei biologi impegnati nella ricerca -. Nei loro parenti bilaterali il corpo è infatti diviso in testa, tronco e coda. Ma per quanto riguarda la stella marina è impossibile vedere come queste sezioni si relazionano ai corpi degli animali bilaterali”.

Sono delle "teste prive di un corpo"

L’incredibile natura delle stelle marine è stata chiarita grazie a tomografia assiale computerizzata (anche detta micro-CT), seguita da tomografia dell'RNA e l'ibridazione in situ, tecnica indispensabile per creare una mappa 3D dell’espressione genetica. “Sono stati necessari poche ore per scoprire che le stelle marine erano materialmente incapaci di sviluppare un corpo. Quando abbiamo infatti confrontato l'espressione dei geni in una stella marina con quella di altri gruppi di animali, è emerso che mancavano dell'informazione necessaria per sviluppare una parte cruciale della struttura corporea - ha detto Thompson -. In pratica sembra che l'intero organismo di tutti gli echinodermi sia più o meno equivalente alla testa di altri animali”.

Gli echinodermi, ipotizzano i biologi, avrebbero perso la capacità di sviluppare il tronco a seguito dei cambiamenti climatici… benché resti in piedi la tesi dell’assoluta casualità del fenomeno. Comunque sia quanto accaduto nel lontano passato delle stelle marine ha reso gli echinodermi meno appetibili per i predatori, in quanto la maggioranza delle loro specie presenta dei sistemi difensivi efficaci (spine o pelle corazzata). L’evoluzione ha consentito agli echinodermi di differenziarsi dalle altre specie, come anche di muoversi e nutrirsi in modo diverso rispetto agli animali bilaterali. “La nostra ricerca - conclude Thompson - ci dice che la struttura corporea degli echinodermi si è evoluta in un modo più complesso di quanto si pensasse in precedenza e c'è ancora molto da imparare su queste intriganti creature”.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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