Tavolara, un'escursione mozzafiato sulla montagna che sbuca dal mare

La vetta si raggiunge dopo qualche ora di camminata, con un paio di scarpe da trekking ai piedi e un imbrago stretto attorno alla vita. Sembra quasi di sfidare le altezze e i contesti incantati delle Dolomiti. La cresta è bianca, brulla e imponente. E solo più in basso la vegetazione cresce fitta e rigogliosa. Chi è abituato a scalare le montagne, da lassù, si aspetta quasi di dominare vallate verdi e piccoli borghi arroccati. Invece no: Tavolara è un’isola e ai suoi piedi si estende un enorme e incantevole tappeto blu. È questa la grande particolarità del paradiso ambientale al largo di Olbia, Porto San Paolo e San Teodoro: Tavolara è una montagna che sbuca imponente dal mare e conquistare la sua vetta, dopo un indimenticabile trekking e un breve tratto di via ferrata, è di sicuro una esperienza unica nel suo genere.

La scalata dell’isola non è una passeggiata. Per affrontarla serve essere degli escursionisti con una certa esperienza. Oppure bisogna affidarsi alle competenze di chi conosce bene l’isola, i suoi sentieri e i suoi passaggi più esposti. In ogni caso, il percorso parte dalla zona di Spalmatore di Terra, dove ci sono le uniche spiagge di Tavolara e dove si trovano i due ristoranti che d’estate vengono presi d’assalto dai turisti. Il sentiero, per una percorrenza media di almeno un paio di ore e lungo il quale non esistono indicazioni particolarmente evidenti, si arrampica fin dove termina la folta vegetazione, al cospetto di Punta Cannone (565 metri). È da qui che, per raggiungere la vetta, è obbligatorio indossare un imbrago, con longe e caschetto di protezione. L’ultimo tratto del percorso è infatti una piccola via ferrata realizzata sulla bianca roccia calcarea dell’isola.

Una volta conquistata Punta Cannone, dove si trovano una piccola madonnina e una più grande croce di legno, si apre un panorama con pochi eguali in tutta la Sardegna: una vista a 360 gradi sulla Gallura e sulla Baronia, da Capo Figari a Capo Comino, dall’Arcipelago della Maddalena a San Teodoro, da Olbia al massiccio del Limbara. Ai loro piedi gli escursionisti possono inoltre perdere lo sguardo nella vicinissima isola di Molara, nell’isolotto di Molarotto e naturalmente nei colori sfumati e inconfondibili del mare gallurese. Per quanto riguarda il ritorno, si deve utilizzare lo stesso sentiero dell’andata, anche se è possibile saltare un piccolo tratto di ferrata attraverso una calata in corda, naturalmente per i più esperti. Per raggiungere la vetta dell’isola esiste anche un percorso alternativo: è la Via degli Angeli, una lunga e impegnativa via ferrata sconsigliata a chi non ha una certa padronanza delle tecniche alpinistiche.

Super fotografata e divenuta celebre anche grazie ai social, la cima di Tavolara continua a richiamare escursionisti da tutto il mondo. Sono ormai tantissime le persone che, anche d’estate, quando le alte temperature possono rappresentare un ostacolo, si mettono in marcia per raggiungere la sommità di Punta Cannone, la maggior parte delle volte con l’ausilio di guide locali. Un modo per vivere Tavolara in maniera sicuramente diversa e per apprezzare ancora di più i suoi inestimabili tesori. Alta 565 metri e lunga quasi 6 chilometri, l’isola è infatti un massiccio calcareo divenuto il cuore pulsante dell’Area marina protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo. Un’isola dove le bellezze della natura vanno da sempre a braccetto con la storia e le antiche leggende. Basti solo pensare che Tavolara è da molti considerata un minuscolo regno mai riconosciuto dallo stato italiano. È la famiglia Bertoleoni, che da oltre duecento anni vive sull’isola, a tenere ancora oggi viva la tradizione del Regno di Tavolara. Tonino Bertoleoni, anziano proprietario di un ristorante, è infatti il discendente diretto di Giuseppe Bertoleoni, che negli anni Trenta dell’Ottocento sarebbe stato nominato Re di Tavolara da Carlo Alberto di Savoia, ai tempi sovrano del Regno di Sardegna.