L'omaggio della Nasa: la Sardegna è uno spettacolo anche dallo spazio

L'omaggio della Nasa: la Sardegna è uno spettacolo anche dallo spazio

Spettacolo senza confini. La Sardegna è una bellezza anche dallo spazio. La prova? È sufficiente andare sul profilo Instagram della Nasa per osservare la regione con i suoi connotati inconfondibili. Nella fotografia, oltre alla presenza massiccia di catene montuose lungo il territorio, si vedono i laghi emergere grazie al riflesso della luce solare. Alcune delle nuvole sparse attorno all’immagine vengono immortalate in una forma a spirale, ma a colpire dello scatto è la forte illuminazione che si estende su tutto il Mar Mediterraneo. Come se fosse sovraesposto. La ragione, afferma la Nasa, è dovuta al fenomeno del sunglint. Ciò si manifesta quando la luce del sole impatta sull’acqua con la stessa angolazione del satellite, e dipende da tre fattori: il percorso della stazione attorno all’orbita; il punto di vista dell’astronauta e del sensore, che deve puntare verso quella direzione; il movimento delle onde, che rende l’effetto del sunglint più o meno marcato. Ad arricchire l’immagine sono infine le coste dell’Algeria e della Tunisia, che mostrano persino una fetta del deserto del Sahara.

Sardegna, da ritratto ad autore

Non è la prima volta che la Sardegna è stata ritratta dall’alto. Sempre dall’agenzia spaziale internazionale l’astronauta Luca Parmitano riuscì a scattare una fotografia che lasciò tutti a bocca aperta. Un’immagine di grande impatto, dovuta in particolar modo all’angolo di ripresa che tracciava la forma sferica della Terra. A essere messa a fuoco è la silhouette della regione, senza dare spazio alle montagne e ai laghi che sono invece presenti nella foto della Nasa. Il sole funge quasi da riflettore, conferendo ancora più peso a quella porzione di terra illuminata dai suoi raggi. E le ragioni ci sono tutte. Dal 2013 il Distretto AeroSpaziale della Sardegna (Dass) è in campo con alcuni progetti di ricerca innovativi. Grazie alla società consortile che conta 5 soci pubblici e 24 del settore privato, lo sviluppo di nuove tecnologie permetterà al territorio di crescere anche dal punto di vista scientifico. Il settore aerospaziale è tornato al centro della scena grazie all’ultimo lancio dello Space X, nato dalla collaborazione della Nasa con l’azienda dell’imprenditore Elon Musk. Questa sinergia, sostenuta da finanziamenti pubblici e privati, è ciò che serve per avere un obiettivo di lungo periodo. Un modello seguito anche dal Dass, che si pone non solo di modernizzare le proprie infrastrutture, ma anche di concentrare le proprie risorse in progetti che vedono la collaborazione di agenti nazionali e internazionali.

Small Mission to Mars 2027

Uno dei programmi avviati dal Dass è Small Mission to MarS (SMS), nato dalla cooperazione tra il polo scientifico sardo e il Distretto Aerospaziale Campano (DAC). Il progetto si pone come obiettivo di inviare una sonda sul pianeta Marte entro il 2027, avvalendosi di due fattori di grande importanza: l’affidabilità e l’economicità della missione. Alla base di questa missione ci sono le tecnologie sin qui sviluppate, a partire dal sistema di apertura e protezione termica IRENE, realizzata dalla società consortile Ali. Dal punto di vista economico, gli investimenti saranno di 250 milioni di euro, uniti ai 50 milioni che andranno impiegati per il lanciatore Vega, nato con lo scopo di trasportare satelliti con un peso che può variare tra i 300 e 1500 kg. Il vettore, creato dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stato lanciato per la prima volta nel 2012. A capo del programma del Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira) è il presidente del Dass, il professor Giacomo Cao. «È un onore e un privilegio – afferma il Presidente del DASS Cao – essere stato scelto come responsabile scientifico della missione SMS che potrà consentire al Paese di essere annoverato tra i pochissimi al mondo in grado di raggiungere il pianeta rosso. Il progetto è il frutto della messa a sistema di conoscenze e competenze e, non meno importante, del gioco di squadra tra tutti i partner coinvolti, elemento imprescindibile per essere competitivi sul piano internazionale a costi sopportabili per la comunità».