Con il dispositivo Quench Sea l'acqua del mare adesso diventa potabile

Con il dispositivo Quench Sea l'acqua del mare adesso diventa potabile

Tra i vari effetti del cambiamento climatico, la crisi idrica è uno dei più preoccupanti. Su questo punto, l’azienda inglese Hydro Wind Energy sta lavorando a Quench Sea, un sistema che sia concreto nelle risposte, e accessibile a una fascia più ampia di pubblico. Un piccolo dispositivo che è in grado di pulire l’acqua del mare eliminando tutte le sostanze dannose per l’uomo. Per trasformare questo progetto sulla carta in realtà, l’impresa britannica ha creato una campagna crowdfunding su Indiegogo, chiedendo un piccolo sforzo da parte degli utenti della rete. Il tetto era stato fissato all’inizio a 22 mila dollari, in modo da permettere il sostentamento necessario nella prima fase di produzione del Quench Sea. La risposta è invece andata oltre le loro aspettative, con richieste che hanno raggiunto, al momento, oltre 165 mila dollari. Un grande risultato per un’idea che può avere dei grossi benefici sulla popolazione.

Quench Sea, come funziona al suo interno

Per funzionare correttamente, Quench Sea si serve di un sistema idraulico innovativo. Il dispositivo utilizza delle membrane per l’osmosi inversa, un processo fondamentare per filtrare l’acqua privandola del sale marino. Il secondo grande strumento per la purificazione dell’acqua è il triplo sistema di pre-filtrazione, per eliminare qualsiasi elemento dannoso alla nostra salute, da virus alle microplastiche. Il filtro a carbone attivo si assicura che il gusto e l’odore dell’acqua sia gradevole. Il peso di del Quench Sea è di soli 700 grammi. E non è tutto. Ciò che colpisce di questo strumento è il suo meccanismo. In un’epoca in cui tutto è l’energia elettrica a permettere l’uso di qualsiasi dispositivo, al Quench Sea basta l’energia cinetica delle nostre braccia, grazie a un’asta cilindrica estraibile manualmente. Questo garantisce una produzione di 3 litri d’acqua potabile in un’ora. Come ogni processo di filtrazione, il grande punto interrogativo si concentra tanto sull’efficienza, quanto sulla manutenzione di questi strumenti. A questa domanda rispondono direttamente i creatori. I costi per la sostituzione delle membrane si aggirano sui 10 dollari. L’intervento servirà a mantenere pulito il contenitore per almeno 500 litri di acqua. L’altro grande dilemma è sul filtro a carbone attivo. Qui si è più tranquilli. Il suo funzionamento è assicurato fino a 3-5 anni.

La rivoluzione passa per il mare

La conferenza mondiale sul clima di Madrid ha mostrato la dura realtà. «Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati». Un grosso scossone che l’opinione pubblica non deve in alcun modo sottovalutare. Gli effetti si sono visti anche nel periodo di lockdown, svelando quanto influisce l’intervento umano sull’ecosistema. Le temperature, in continuo aumento, condizioneranno molto la distribuzione di risorse idriche nel mondo, con un maggiore impatto sulle regioni che già si trovano in una condizione critica. Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, negli ultimi 100 anni il consumo di acqua “è aumentato di sei volte e continua a crescere costantemente ad un tasso pari a circa l’1% annuo”. Gli effetti riguardano tutti: i quattro miliardi di persone che per almeno un mese si trovano in difficoltà a recuperare l’acqua; e più di 1 miliardo di persone che non hanno delle infrastrutture adeguate per accedere al servizio idrico. In assenza di veri interventi strutturali, il rischio è che “circa il 52% della popolazione mondiale entro il 2050 vivrà in regioni soggette a stress idrico”. Più della metà. L’Hydro Wind Energy si sta muovendo in tal senso. Con un obiettivo ambizioso, ma sostenibile: 100 milioni di Quench Sea da donare entro il 2027.