Il pecorino sardo conquista anche il Giappone: inserito nella lista delle Igp

Il pecorino sardo conquista anche il Giappone: inserito nella lista delle Igp

Le Olimpiadi di Tokyo sono terminate, ma l’Italia continua a conquistare ori in ogni settore, non solo sportivo. Nel campo gastronomico ci sono davvero pochi rivali, sia nella composizione dei piatti che nel singolo ingrediente, preparato con la cura dei grandi artigiani del sapore. Il pecorino sardo rientra tra i grandi formaggi della Sardegna, un prodotto gustoso e con un patrimonio culturale alle spalle che lo ha portato fino alla vetta della cucina italiana. La diffusione del pecorino sardo è stata capillare, garantendogli un successo che lo ha portato al di fuori dei confini nazionali. Ed è proprio dei giorni scorsi la notizia dal Giappone, una terra che ha sempre abbracciato le tradizioni di tutto il mondo preservandone il gusto e l’identità. E nel caso di questo prodotto, ci hanno messo la firma.

Dal 2 agosto il pecorino sardo è entrato nella lista ufficiale delle Indicazioni Geografiche soggette a protezione in Giappone, rilasciata e aggiornata dall’Intellectual Property DivisionExport and International Affairs Bureau del Ministry of agricolture, forestry and fisheries di Tokyo. «Un grande risultato - afferma il Consorzio di Tutela all’Ansa - per tutti i produttori che credono nelle enormi potenzialità di questo grande formaggio Dop che ci fan ben sperare sulla crescita delle esportazioni verso il Paese del Sol Levante, rivelatosi negli ultimi anni come uno dei più importanti partners commerciali emergenti al di fuori dell'Unione Europea».

Un successo non nasce dal caso. Va costruito passo dopo passo innovandosi rispetto alle richieste sul mercato. Il pecorino sardo si è via via evoluto puntando verso una produzione rifinita secondo le caratteristiche qualitative di certi alimenti. Non a caso, questo latticino è rientrato nella denominazione di origine protetta, marcando il suo stretto legame con il territorio. Per accrescere il suo valore serve anche il consenso da parte del cliente, che, come tale, è conscio dei propri gusti in fatto di cucina. Intercettarli non è facile, ma il Consorzio è davvero sulla buona strada, come si vede dai numeri riportati sempre sull’Ansa fino al 30 giungo. L’incremento di vendite negli ultimi cinque anni mostrano un’ottima tendenza di questo prodotto. Fino al primo semestre del 2021 si parla di 325.000 forme marchiate. L'89% si è diffuso su tutto il territorio nazionale, mentre il restante l'11% è passato direttamente sul mercato estero. Un fatturato che parla chiaro, tra i 15 e i 20 milioni di euro. Un dato destinato a crescere.