Sardegna, al Parco Geominerario i minerali della collezione Manunta

Sardegna, al Parco Geominerario i minerali della collezione Manunta

La Collezione mineralogica Antonio Manunta è pronta ad arricchire l’immenso patrimonio del Parco Geominerario della Sardegna, suddiviso in otto aree ed esteso per circa 3500 km², abbracciando ben 81 comuni sardi. L’acquisizione è stata deliberata lo scorso 5 marzo, dopo un’attenta valutazione di questi 4621 minerali che sono un tassello della lunga storia geologica di questa regione. Parte di questi minerali sono riconducibili alle zone del Sud della Sardegna. Si parte da occidente (la sub-regione del Guspinese), e si prosegue via via lungo il Sulcis-Iglesiente fino a Sarrabus-Gerrei, raggiungendo la costa orientale. La Sardegna ha questa grande particolarità. In ogni metro quadrato percorso di percepisce sempre qualcosa di speciale. Persino andando in profondità si possono cogliere ogni singolo dettaglio di una storia che deve tenere conto anche dell’apporto della natura, che da sola regala piccole perle come questi splendidi minerali.

Un viaggio partito nel 2014

L’iter per ottenere la Collezione mineralogica Antonio Manunta è partito il 12 novembre 2014, dopo la decisione dell’allora commissario professor Gian Luigi Pillola di affidare una prima fase di studio di questa raccolta ad alcuni funzionari del Parco, i dottori Rizzo e Sernagiotto. Nel frattempo, si cominciò a instaurare un dialogo con il proprietario per procedere all’acquisizione dei minerali. Ma da qui, il Parco dovette affrontare non poche sfide per concludere la trattativa. I cambi di tre commissari, le accuse di non aver a cuore questo grande patrimonio minerario in Sardegna. Il problema era di natura burocratica. I responsabili avevano già chiaro quanto fosse importante che questa collezione fosse fruibile al grande pubblico. Benché il valore culturale, storico e scientifico di questi minerali posseduti da Antonio Manunta fosse dunque fuori discussione per i gestori del Parco Geominerario, la transazione «non era protetta» perché la collezione privata non era al momento certificata.

L’intervento decisivo del Mibact

Da questo grattacapo si riuscì a trovare una soluzione nel dicembre 2018, quando il Ministero per i Beni Culturali decise di compiere una valutazione della collezione Antonio Manunta così da semplificare e accelerare l’acquisizione dei minerali. Questo processo andò a buon fine grazie al decreto di tutela del 16 gennaio 2020, che non solo stabilì l’effettiva validità di ogni singolo minerale, ma permise finalmente ai gestori del Parco Geominerario di chiudere la trattativa, rendendo possibile quello che all’inizio sembrava una vera impresa. «Ogni campione estratto dalle profondità delle miniere - afferma il geologo Luigi Sanciu all’Ansa - è un frammento della storia geologica della Sardegna, la più antica d'Italia con i suoi 500 milioni di anni. Oggi possiamo ammirare splendidi cristalli ambrati di fosgenite, o trasparenti cristalli di anglesite. Minerali che hanno reso la Sardegna famosa in tutto il mondo per i suoi gioielli del sottosuolo e che negli anni sono entrati nelle vetrine dei più importanti musei mondiali».

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