Nell’oasi marina i delfini diventano il traino dell’economia, così la Sardegna si scopre sempre più amica dell’Ambiente

Nel Golfo dei Delfini, voluto da Worldrise nelle acque di Golfo Aranci, avvistati 81 cetacei

Nell’oasi marina i delfini diventano il traino dell’economia, così la Sardegna si scopre sempre più amica dell’Ambiente
di Roberto Zonca

Sono sempre più numerose le aree marine sottoposte a tutela ambientale in Italia. Questi spazi, che consentono alla Natura di riprendersi dagli incessanti attacchi sferrati dall’uomo, e all’uomo di riscoprire il rapporto - che sembrava ormai perduto - con l’Ambiente, sono spesso il traino delle economie locali. E’ il caso del comune di Golfo Aranci (Sassari) che, grazie al lancio del progetto ribattezzato “Il Golfo dei Delfini”, voluto da Worldrise e sostenuto da Ocean Family Foundation, Friend of the Sea e Corsica e Sardinia Ferries, ha fatto la felicità di centinaia di turisti e di tantissimi residenti.

L’impegno di Worldrise e dei suoi partner ha permesso di sviluppare un’attività turistica sostenibile che unisce intrattenimento, divulgazione e ricerca, e che è capace di lasciare a chi vi partecipa qualcosa in più di qualche bella foto. Il progetto, infatti, ha permesso di creare una rete di operatori turistici certificati che garantiscono in primis la sicurezza e il rispetto dei delfini. “Cercare di avvicinarsi ad alta velocità o attirarli con del cibo - spiega Cristina Fiori, biologa marina e responsabile del progetto Friend Of the Sea - compromette la loro sicurezza e salute”. "Per tutta la stagione - commenta Cristina Pizzutti, responsabile comunicazione e marketing di Corsica Sardinia Ferries - un'attività di comunicazione, tramite poster informativi e incontri con i ricercatori, ha sensibilizzato i passeggeri delle Navi Gialle al rispetto degli abitanti del mare, affinché la condotta dell'uomo non rappresenti un rischio per questi mammiferi".

Le imbarcazioni, che trasportano turisti ma anche giovani ricercatori che durante le uscite raccolgono dati scientifici preziosi per stabilire se i delfini utilizzano questa zona come nursery, accedono all’area marina “in punta di piedi”. Con motore al minimo, quando non addirittura spento, le piccole barche fendono l’acqua cristallina della Gallura in cerca dei cetacei. Avvistare la sagoma di una pinna sull’orizzonte scatena inevitabilmente l’entusiasmo tra i turisti eccitati.

Allo stato attuale sono stati avvistati 81 delfini, 58 dei quali identificati nel corso degli ultimi 10 anni. Secondo gli esperti l’area sarebbe battuta da 10 mamme e zie trovate con cuccioli e altri esemplari particolarmente giovani. L’identificazione avviene principalmente tramite foto: i segni presenti sulla pinna dorsale sono unici e sono un po’ l’equivalente delle nostre impronte digitali.