Milk Brick, ecco i mattoni realizzati con il latte made in Sardegna

Milk Brick, ecco i mattoni realizzati con il latte made in Sardegna

Industria casearia e settore dell’edilizia: se apparentemente questi due campi possono sembrare estranei l’uno all’altro c’è chi, per amore dell’ambiente, è riuscito a farli incontrare. Così nel lontano 2011 il sassarese Giangavino Muresu ha un’idea, quella di valorizzare e dare un nuovo scopo al latte di scarto proveniente dall’industria casearia e della Gdo e, allo stesso tempo, di ridurre sensibilmente il consumo di acqua nel settore dell’edilizia. Ci vogliono 5 anni di ricerca e sviluppo e un totale di circa 20mila ore di lavoro per ottenere il brevetto arrivato nel 2016, che darà poi il via l’anno dopo alla startup innovativa chiamata Milk Brick.

L’idea dietro Milk Brick è semplice e la racconta proprio Maresu nel corso di varie interviste: il latte scartato dall’industria casearia e dalla Gdo viene recuperato e rielaborato tramite un processo di estrusione della caseina che porta alla creazione di una fibra di latte ecologica e più traspirante. Un processo questo perfettamente in linea con il concetto di economia circolare, dove non solo si usano materiali altrimenti di scarto ma si creano allo stesso tempo, ulteriori prodotti totalmente riutilizzabili. Come viene spiegato sul sito web di Milk Brick, questa fibra di latte può essere poi impiegata nella produzione di materiali da costruzione ecosostenibili come i mattoni prefabbricati eco-bio con proprietà antibatteriche ed isolanti e riciclabili al 100% o, ancora, la si può utilizzare per la realizzazione di rivestimenti termici a cappotto. Dal processo di lavorazione è possibile anche produrre diverse tipologie di calcestruzzo e il tutto sempre ad impatto idrico zero.

Proprio questo processo innovativo ha portato Maresu e l’azienda a vincere, nel 2019, il Premio Speciale Italcementi - HeidelbergCement Group in occasione della finale del Premio Gaetano Marzotto. In quella occasione -riporta il sito web Italcementi - il Direttore Innovazione Italcementi - HeidelbergCement Group Enrico Borgarello ha infatti dichiarato: «Il progetto ha una forte valenza di sostenibilità che va nella direzione di un’economia circolare attraverso il recupero dell’acqua non più utilizzabile da un ciclo produttivo per poi reimpiegarla nella produzione di materiali per le costruzioni». Al 2021 l’azienda è pronta per lanciare i primi prodotti sul mercato nazionale avviando la fase di industrializzazione e con essa, Maresu e i soci puntano ad esportare il mattone sardo fatto con il latte anche all’estero, dove hanno già riscosso interesse tra diverse aziende di settore.

 

Crediti foto: www.milkbrick.com