Il miele nella tradizione sarda: usi e benefici tra cucina e benessere

Il miele nella tradizione sarda: usi e benefici tra cucina e benessere
Foto di Angello Pro (Unsplash)

Da sempre il miele in Sardegna è un prodotto di grande importanza. Utilizzato come dolcificante e come rimedio naturale, fu soprattutto nel medioevo che la sua produzione aumentò grazie ai monasteri che sorsero nell’isola. I monaci erano infatti soliti allevare le api e portarle nei così detti ortos des abes, aree aperte e ricche di vegetazione da cui gli insetti potevano raccogliere polline indisturbati. I monaci quindi ricavavano del miele fortemente aromatizzato per impiegarlo a scopo medico, per la chiarificazione dei vini o per la produzione di dolci. La cera, invece, veniva impiegata per la creazione, tra le altre cose, di candele.

Foto di Cristiano Cani (Flickr)

Peculiarità del prodotto sardo è poi il suo sapore leggermente amaro, rimasto a lungo un mistero e che si scoprì poi essere il risultato della raccolta di polline dalle piante di corbezzolo presenti in grandi quantità nel territorio. Oggi i mieli rinomati e tipici dell’isola sono diversi quanto i sapori che racchiudono: si va dal classico millefiori al miele di sulla, ricco di vitamine e sali minerali, fino al miele di cardo ed eucalipto, quest’ultimo rinomato per le sue proprietà balsamiche. Sebbene questo prodotto sia conosciuto soprattutto per la sua bontà unica che lo rende una pietanza versatile e spesso pregiata, ancora oggi i suoi benefici sono largamente noti e anticamente, proprio per le sue proprietà benefiche, veniva utilizzata come rimedio naturale.

Ecco che infatti il miele viene spesso impiegato come piacevole rimedio naturale contro le infiammazioni, l’influenza o il raffreddore, nonché considerato da molti un efficace antibatterico e depurante. Il suo uso in cucina è ancora oggi vasto e invitante: lo si può usare nell’impasto dei dolci come vuole la tradizione o come accompagnamento a pietanze salate. Il miele di corbezzolo per esempio diventa, per il suo sapore tendente all’amaro, un ottimo accompagnamento a formaggi locali stagionati come il pecorino o a dolci peculiari come la seadas sarda, mentre quello di cardo si può abbinare ai sapori decisi dei formaggi più piccanti della tradizione.